TROPPA GRAZIA SANT’ANTONIO !!!! di Marcello Delfino

La Spezia

Sotterrato di reti il Pescara, gioco e risultato confermano i progressi di una squadra, lo Spezia, che ha trovato un modo ragionevole di stare in campo, appropriato alle caratteristiche delle risorse a disposizione e che aiuta a fare crescere chi, nel frattempo, lavora per raggiungere una condizione fisica almeno soddisfacente.

Certo le squadre di Zeman hanno sistemi di gioco che rendeno difficile esprimere dei giudizi compiuti, sia che le si sbaragli, come è accaduto sabato scorso, sia che se ne venga strapazzati.

Dopo una mezzora di calcio equilibrato, fra violente folate di pioggia invernale, è rimasta una squadra sola, la nostra, con la testa sul campo e la voglia di portare a casa un risultato finalmente positivo che guarisse da quella “pareggite” che sembrava incurabile e riportasse la classifica ad un livello di guardia meno preoccupante.

Ma, a parte l’inconsistenza degli avversari che pure sulla carta si presentavano assolutamente competitivi, sullo Spezia di sabato scorso si è riversata una pioggia di conferme oltre a quella vera, abbondante caduta dal cielo che appariva implacabile e tagliente sui fari dell’impianto di illuminazione.

Buone conferme sono venute dal reparto difensivo che non risente granché dell’assenza di capitan Terzi potendo disporre, come a Brescia, di Capelli e Giani che appaiono in gran spolvero anche se Capelli ha dovuto marcare visita verso la fine della gara tanto per non lasciare libera l’infermeria, facendosi dare il cambio dall’altro convalescente Masi, apparso peraltro in pieno recupero.

A centrocampo si vanno consolidando i progressi di Bolzoni che, se riesce a mettersi alle spalle gli esiti di una carriera sfortunata, potrebbe davvero diventare il perno di questa squadra, con testa e piedi capaci di dare ordine e razionalità ad una manovra che si mostra, settimana dopo settimana, sempre meno velleitaria ed improvvisata e sempre più concreta nella sua proficua semplicità.

I calzettoni di Bolzoni, sabato, si sono abbassati solo negli ultimi dieci minuti e questo è davvero un buon segno.

Gli interni non rappresentano un problema, anzi, la piena maturazione di Pessina e quella in corso di Maggiore promettono sviluppi incoraggianti senza tener conto che sono sempre in pista anche Vignali ed il rientrante Acampora.

Se l’attacco presenta solo la difficoltà di dover scegliere i più in forma e le migliori complementarietà, forse un problema aperto rimane il ruolo del trequartista che completa il quartetto di centrocampo.

Mastinu sembra soffrire l’intensità della partita e di Ammari dovremmo capire ancora qualcosa in più prima di pensare come possa essere utilizzato al meglio visto che le qualità tecniche ci sono tutte e lo dimostra ogni volta che entra a partita in corsa grazie ad iniziative che sono risultate, fino ad oggi, decisive per il buon esito della gara.

La maledizione, invece, si accanisce sui portieri visto che anche sabato scorso il disinvolto e rassicurante Manfredini si è dovuto infilare una fascia elastica all’altezza della coscia sinistra e si è infortunato ad una mano, come si è saputo nel dopo gara.

E’ evidente che la sorte ci voglia far pagare l’invulnerabilità fisica di Chichizola e non lasci pace a chi osi sostituirlo quasi fosse colpevole di averne usurpato il trono.

Questa squadra, che fino a poco tempo fa appariva più un istituto riabilitativo per giocatori convalescenti che una compagine attrezzata per l’obiettivo della salvezza, sembra volere sorprendere tutti rimettendo a nuovo atleti che apparivano avviati sul viale del tramonto e, visto che comunque le qualità individuali non mancano davvero, c’è solo da sperare che ossa, cartilagini e muscoli tengano botta.

Si legge di movimenti societari, di sollecitazioni al patron di occuparsi di possibili avventure imprenditoriali riferite alla nostra città.

Fino ad oggi Gabriele Volpi ha saggiamente tenuto distinto, almeno per quanto riguarda lo Spezia, il mondo dello sport da quello degli affari e per questo è stato apprezzato da chi ha a cuore le sorti dello Spezia.

L’esperienza ci insegna che quando si confondono quei due mondi, sport ed affari, si finisce per rovinare tutto.

Ed allora Gabriele Volpi, che non ha bisogno di consigli, non si faccia suggestionare da chiunque gli scodinzoli intorno sperando magari di raccogliere qualche briciola, o qualcosa in più, da suoi eventuali futuri coinvolgimenti a livello imprenditoriale.

Marcello Delfino

 

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