Autori italiani da scoprire (decima parte)

Ultima parte di questa rassegna dove abbiamo esaminato artisti italiani di varia estrazione musicale. Anche in quest’ultimo articolo, parleremo di due personaggi molto diversi tra loro, Tito Schipa Jr. e Roberto Soffici. Chi volesse approfondire le puntate precedenti, le trova sul sito del giornale.

Tito Schipa Jr. Poliedrico personaggio, figlio del tenore Tito Schipa, ha passato la prima infanzia, al seguito del padre, tra USA, Francia ed Italia, oltre ad essere nato a Lisbona. Compositore, regista, produttore, cantante ed attore, è stato un antesignano delle Opere Rock, primo assoluto in Italia, tra i primi al mondo. Una volta stabilitosi a Roma, come tanti ragazzi dell’epoca si avvicina al beat, inteso come movimento musicale ma anche culturale. A soli vent’anni, Tito Schipa Jr. è già aiuto regista per una non ancora famosa Lina Wertmuller con la quale produce i famosi film del periodo dedicati a cantanti di successo del momento, i musicarelli. Lo stesso anno, è già presentatore al Piper di Roma e l’anno dopo, nello storico locale romano, debutta la sua prima opera beat, “Than An Alley”. Primo in Italia a presentare questo genere di spettacolo, con l’opera seguente, Tito Schipa Jr. si ritaglia l’immortalità; si tratta di “Orfeo 9”, opera rock che vede il debutto al Teatro Sistina di Roma ad inizio 1970 e che annovera tra le sue file futuri personaggi famosi come Loredana Bertè, Tullio De Piscopo e Renato Zero. La trama prevede si parli di tutte le tematiche giovanili del periodo come la droga, l’ecologia ecc.; lo stesso Orfeo, cerca di far uscire Euridice dalla schiavitù della tossicodipendenza, anche con contenuti talvolta ingenui. L’opera riscuote un successo clamoroso e Tito Schipa Jr. può dedicarsi al cantautorato finendo spesso nelle maglie della censura per i testi. La sua vocazione migliore è tuttavia per il teatro, negli anni metterà in scena spettacoli importanti che approderanno anche a Broadway. La lunga carriera di Tito Schipa Jr., prosegue in modo poliedrico tra colonne sonore per film, programmi TV, spettacoli ed album. “Orfeo 9” è stato riproposto sotto forma di film, in DVD, in ogni versione possibile, l’aura di leggenda è rimasta intatta. Da questa imperdibile opera, qualche accenno dei testi: “(Venditore) chiamami se hai bisogno, basta poco, molto poco per viaggiare oltre un brutto sogno cercherai, cercherai ma è da noi che tornerai per trovare la smarrita felicità.”. “(I Narratori) È la città fatta a inferno non c’è eco nel vuoto dovessi cantare o gridare in eterno (Orfeo e le Ombre) – Gente aiutami a cercare…”.

Roberto Soffici. Cantautore nato nell’Istria, figlio d’arte per parte del padre Piero, un compositore e musicista, Roberto Soffici, tuttora in attività, si è distinto per aver firmato importanti successi per altri artisti. Infatti, di album personali ne ha incisi solo tre mentre sua è una delle tante canzoni indimenticabili di Mina, “Non Credere”. Altro grande brano firmato Roberto soffici, “Casa Mia” dell’Equipe 84, con il testo che parla degli italiani emigrati all’estero: “Torno a casa, siamo in tanti sul treno
occhi stanchi ma nel cuore il sereno. Dopo tanti mesi di lavoro mi riposerò, dietro quella porta le mie cose io ritroverò. La mia lingua sentirò, quel che dico capirò…
”. Altro brano da menzionare, “Un Pugno Di Sabbia”, scritto per i Nomadi ai tempi di Augusto Daolio, ma ce ne sarebbero molti altri. In quel periodo, Roberto Soffici incide alcuni 45 giri che tuttavia non lasciano il segno ma dopo essere passato alla Fonit-Cetra, raccoglie consensi con “Invece Adesso”, canzone che ricorda “L’Appuntamento” della Vanoni, ed entra in classifica. Una certa fama arriverà qualche tempo dopo con il secondo album ed il brano che gli dà il titolo, “All’Improvviso L’Incoscienza”. Un pezzo intenso che descrive una scena d’amore, il tutto cantato con la sua voce ruvida ma suadente: “…ed un brivido mi increspa la pelle mentre lasci cadere lo scialle, le tue calze colore di mare giù dal letto le vedo volare e nell’ombra il profilo del corpo immaturo che hai. Così piccola come un pulcino, insicura mi vieni vicino, con quel modo d’inventare l’amore che tu hai…”. Di rilievo, in questo album, anche “Milano Love Story” e “Nel Dolce Ricordo Del Suo Sorriso”, brano a dir poco struggente che parla della morte della donna amata. Nel terzo album, “Il Canto Dello Scorpione”, (suo segno di nascita) troviamo “Tanto Donna” che ottenne un discreto successo cosi’ come il successivo singolo “Dimenticare” ma soprattutto “Io Ti Voglio Tanto Bene”, uno dei tormentoni del 1980: ” …ti voglio tanto bene, ti voglio tanto bene, ti voglio tanto, mi piacerebbe far l’amore sempre solo con te, al buio, di notte, viaggiando nell’oblio, restare nel tuo letto sempre non andare più via…”. Non male il brano presentato al Sanremo 1982, “Strano Momento”, sebbene poco premiato dalle vendite. In seguito, ha collaborato, tra gli altri, con Celentano ma molte sono le canzoni che portano la firma “Soffici”. Con questa puntata si conclude questa rassegna, chi volesse approfondire gli articoli precedenti li trova qui: www.laspeziaoggi.it/autoriitalianidascoprire

(Fabrizio Bordone)

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