Inquinamento dell’aria, l’Amministrazione stanzia 100.000 euro per il monitoraggio

LA SPEZIA- Il consigliere Massimo Caratozzolo ha presentato, lunedì sera, un’interpellanza avente come oggetto lo scarico carbone della centralina di Fossamastra ( qui il comunicato).

I fatti: il 21 ottobre 2017 i cittadini di Fossamastra registravano una nuova deposizione di polvere nera sulle automobili e sulle loro case; rilevavano inoltre che, sul sito Arpal, le registrazioni delle PM 2,5 risultavano ferme proprio quel giorno (dal 20 al 25, per la precisione: www.arpal.gov.it).

Ricordando le promesse dell’allora Assessore all’Ambiente, Davide Natale, che aveva promesso una nuova centralina dal costo di 50.000 euro, il consigliere Caratozzolo ha chiesto all’Assessore Kristopher Casati se fosse a conoscenza della problematica, se fosse nelle intenzioni dell’Amministrazione acquistare la nuova centralina e se, per il futuro, si ritenga necessario informare, tramite cartellonistica, i cittadini sui livelli d’inquinamento, essendo Fossamastra una delle zone più critiche della città.

L’Amministrazione risponde che la centralina in oggetto funziona perfettamente e che è conforme alle norme vigenti; sottolinea inoltre che tra la raccolta dei dati e la messa a disposizione sul portale, per ciò che riguarda i rilevamenti di PM 10 e PM 2,5, possono passare 15/20 giorni, poiché i filtri sono raccolti settimanalmente e in seguito pesati, prima di poter procedere alla pubblicazione dei dati sul sito. Strano, allora, che i dati dal 26 in poi siano pubblicati.

L’Amministrazione si impegna inoltre ad acquistare ulteriori strumentazioni che permettano la pubblicazione dei risultati il giorno successivo in cartelli, come richiesto dall’interpellanza e  a tale proposito utilizzerà 100.000 euro dei fondi della convenzione Enel. Con questi soldi verranno acquistati: un analizzatore di benzene e altri idrocarburi aromatici (che verrà posizionato presso la Maggiolina) e un campionatore/analizzatore orario di PM 2,5 e PM 10 del materiale particolato sospeso da posizionare a Fossamastra.

Prendiamo atto di questo impegno della Giunta e speriamo che le promesse vengano mantenute.

Per PM 2,5 si intendono particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm. Il particolato PM2,5 è detto anche ‘particolato fine’, denominazione contrapposta a ‘particolato grossolano’ che indica tutte quelle particelle sospese con d.a. maggiore di 2,5 µm o, all’interno della frazione PM10, quelle con d.a. compreso tra 2,5 e 10 µm. Sorgenti del particolato fine sono un po’ tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti per la produzione di energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali. Come per il PM10, queste particelle sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e, rispetto alle particelle grossolane, sono in grado di penetrare più in profondità nell’albero respiratorio umano. Anche il particolato PM2,5 è in parte emesso come tale direttamente dalle sorgenti in atmosfera (PM2,5
primario) ed è in parte formato attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti (PM2,5 secondario),
anzi si può sostenere senza troppa approssimazione che tutto il particolato secondario all’interno del PM10 (e
che ne rappresenta spesso la quota dominante) sia costituito in realtà da particelle di PM2,5.

(Fonte: www.salute.gov.it)

 

 

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