Porto commerciale: gran confusione

LA SPEZIA- Le giuste proteste dei lavoratori del trasporto su gomma per ora pare non trovino una soluzione per la razionalizzazione dell’entrata e uscita dal porto commerciale e questo è anche un grave segnale della mancanza di organizzazione logistica legata alla funzionalità del nostro porto. Che questo si sarebbe verificato lo si era capito da tempo data anche dalla criticità di un porto sostenibile con un ciclo di lavoro che deve essere adeguato e legato al retro porto di S.Stefano nato proprio per uno svuotamento in tempi brevi,direi più brevi possibili, delle banchine portuali dai containers. Cerchiamo di non raccontare in giro che la ragione di tutto questo è la mancata realizzazione delle banchine Portuali e/o all’aumento dei containers movimentati perché sarebbe una falsità; ben altre sono le ragioni poiché le difficoltà in entrata ed in uscita nascono dal non aver mai affrontato il problema e non hanno mai trovato le soluzioni adatte per evitare non solo i problemi agli autotrasportatori ma anche sulle ricadute di impatto ambientale e sull’inquinamento.

Coloro che sbandierano la necessità dell’avanti tutta sull’ampliamento delle banchine portuali cerchi di fare un esame di coscienza sul come non si sia rispettato il P.R.P  e sui mancati preliminari della prevenzione per la mitigazione dell’inquinamento acustico ed atmosferico a poche decine di metri dalle abitazione dei cittadini dei Quartieri del Levante.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante) e Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

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