I taxisti spezzini in carosello contro Uber

LA SPEZIA- Stamani ‘carosello‘ pacifico dei taxisti spezzini di Confartigianato Taxi e Cna Taxi nel centro storico della città nell’ambito della mobilitazione nazionale dei taxisti italiani. La categoria è scesa in piazza temendo la fine del servizio taxi a vantaggio di Uber e delle altre multinazionali interessate a entrare nel mondo dei trasporti. Le 44 auto bianche spezzine si sono ritrovate in Piazza delle Medaglie D’Oro alle 10.00, per protestare contro la riforma del settore presentata dal Governo. Il carosello dei taxisti spezzini ha percorso Piazza Medaglie D’oro (Stazione), piazza Saint Bon, via Nino Bixio, corso Cavour, via Di Monale, via Gramsci, via Chiodo, piazza Verdi, con doppio giro intorno alla Prefettura della Spezia e al Comune della Spezia, via XX Settembre, via XXIV maggio, via San Cipriano, via Veneto, via Dalmazia, via Re di Puglia, via Crispi, via Spallanzani, via XX Settembre e ritorno piazza Medaglie D’oro (Stazione). “I tassisti spezzini hanno scelto la forma del carosello su strada – hanno spiegato Daniele Da Costa, Presidente di Confartigianato Taxi e Marco Tesei, Presidnete di Cna Taxi – proprio per ottemperare alla necessaria visibilità richiesta dalla categoria di rappresentare i legittimi interessi e al contempo evitare blocchi e caos spiacevoli e dannosi per clienti dei taxisti e cittadinanza. Questa ‘presunta’ riforma non piace né ai taxisti né agli Ncc, tanto che per una volta pare profilarsi un’inedita alleanza tra categorie di solito distantissime per opporsi alla proposta del Sottosegretario Riccardo Nencini”. I rappresentanti dei taxisti accompagnati dai funzionari di categoria Raffaella Bicci di Cna e Nicola Carozza di Confartigianato al termine della manifestazione sono stati ricevuti dal capo di Gabinetto della Prefettura, Edoardo Lombardi, che si è impegnato, secondo quanto comunicato a fine incontro ad informare il Governo delle ragioni della categoria e la vicesindaco del Comune della Spezia, Manuela Gagliardi che ha espresso solidarietà ai taxisti “servizio pubblico non di linea” che ha auspicato regole
certe e tutela per la categoria, a oggi immersa in una vera e propria
“giungla” senza regole e minacciata dalle multinazionali che offrono servizi senza rispondere a una normativa chiara. Per la categoria s
i palesa in modo sempre più evidente, sia attraverso il decreto interministeriale, sia attraverso i principi ispiratori enucleati dai tecnici del Ministero per il riordino della normativa di settore – seppur in presenza della disponibilità a valutare le controproposte delle categorie -, la volontà del Governo di consegnare il trasporto persone a potentati economici stranieri e non. Si tratta della continuazione del processo venticinquennale, di sistematico trasferimento degli asset economici nazionali ai grandi capitali finanziari, a totale nocumento del mondo del lavoro, ponendosi così finanche fuori dallo spirito della nostra Costituzione. Il percorso di liberalizzazione assoluta e sregolata, tentato con il decreto attuativo che doveva essere di lotta all’abusivismo rischia invece di trovare un’ulteriore radicalizzazione. Questa, rappresenterebbe di fatto il definitivo colpo al taxi come servizio pubblico ed alle correlate garanzie a tutela dell’utenza, ma anche un colpo durissimo a quelle imprese del mondo del noleggio che, liberalizzate totalmente, diverrebbero altresì facili prede dei grandi gruppi finanziari. Confartigianato Taxi e Cna Taxi ritengono che bisogna fare un ulteriore passo verso la professionalizzazione della categoria, con l’istituzione del Registro Elettronico Nazionale degli operatori di autoservizi pubblici non di linea. In merito alla problematica della territorialità, le Associazioni ritengono necessario diversificare l’ambito operativo dei servizi di taxi e di ncc, coerentemente con la diversa natura del servizio. Il servizio Taxi, staziona sulle aree pubbliche del proprio bacino comprensoriale (comunale o sovracomunale), il servizio di Noleggio con conducente, fa riferimento ad un ambito operativo diverso, ove l’esercente ha una o più rimesse per lo stazionamento e ferma restando l’obbligatorietà della prenotazione nelle diverse forme anche di tipo elettronica, di contratto e/o di appalto, non debba essere vincolato al rientro in rimessa dopo ogni singolo servizio. Sulle piattaforme Confartigianato Taxi e Cna Taxi sono categoriche per proporre un regime differenziato per quelle gestite direttamente dagli operatori, anche tramite società di servizi di cui detengono la totalità del controllo e/o partecipazione, e quelle gestite da non operatori del settore. È necessario che la regolamentazione delle piattaforme preveda il divieto di intermediazione e di conclusione di contratti con soggetti non titolari di licenze taxi e/o autorizzazioni di ncc. Nell’interesse pubblico è opportuno che vengano adottate norme per la trasparenza dei servizi di piattaforma, in modo da consentire all’utente e al cliente una scelta libera e consapevole. E’ necessario ed urgente adeguare il sistema sanzionatorio, uniformando il trattamento tra Taxi ed Ncc, graduando le sanzioni e diversificando fra i casi di soggetti titolari di licenze o di autorizzazioni e quelli di soggetti privi di alcun titolo (abusivi).

 

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