Mostra di Aldo Michi, una recensione di Valerio P. Cremolini

LA SPEZIA- È stata una bella sorpresa scoprire la pittura di Aldo Michi (La Spezia, 1936) nella personale al Circolo Culturale “A.Del Santo” (via don Minzoni, 62), inaugurata sabato 18 novembre alla presenza di tantissimi appassionati. Il merito è dello scultore Fabrizio Mismas, curatore dell’evento e presentatore della vernice, che ha recuperato a tutto tondo l’esperienza artistica del pittore, conosciuto sin dal 1972, per motivi di contiguità del suo studio a quello del laboratorio di falegnameria-ebanisteria di Michi, professione nella quale eccelleva.

A scorrere la biografia di Michi, frequentatore di Navarrino Navarrini (1892-1980) nel triennio 1954-57, si coglie la qualità dell’interessante bagaglio espositivo, caratterizzato da non pochi riconoscimenti, che copre gli anni che vanno dal 1955 al 1978. Molto positivo, infatti, è l’esordio nel 1955 alla 1° Mostra di Pittura degli studenti spezzini, ospitata nella storica galleria “Mazzoni”, a cui faranno seguito personali e collettive, quali la celebre “Festa ai Pittori” a Manarola nello stesso anno e nel 1957 la partecipazione al IX Premio nazionale “Golfo della Spezia”, che vide vincitore il pittore lombardo Ennio Morlotti (1910-1992). Risale al 1971 l’ultima personale nella Galleria “Del Moro” a Orvieto.

Persona perennemente defilata – scrive Mismas –   non si è mai prodigata in promozioni, al pari di scrittori, poeti e pittori che riluttanti a menare cimbali e grancasse sono rimasti sullo sfondo sebbene più muniti di estro di tanti specialisti in roboanti fuochi d’artificio”. Pertanto, alterna fasi di vero  e proprio abbandono della pittura, di cui possedeva a dismisura i fondamenti, ad altre creativamente produttive di dipinti di vario contenuto, evidenziando quel carattere eclettico precisato da Mismas  con ammirevole chiarezza. “Così, ai nudi una stesura liquida e tersa; alle composizioni di violini amalgami di carte trattate con geometrie incisive e vibranti; agli inserimenti dei fossili – la passione di una vita – dialoghi ritmicamente decorativi su toni pacati; ai paesaggi macchie evocatrici per evanescenti crepuscoli estivi; alle rappresentazioni di macchine belliche e cimiteri d’auto cruda e disincantata parsimonia cromatica; squillante perorazione cromatica, al contrario, alle feste di città umbre; al tema della foglia densa e tagliente contrapposizione di segni e campiture; al tema dei gabbiani pastosi contrasti tra azzurri e toni caldi; al tema della musica una figurazione, al limite del solarizzato, in cui lo strumento forza all’anonimato l’esecutore”.

La pregevole antologica si sviluppa tra i citati temi, affrontati da Michi con forte personalità ed è visitabile sino al 30 novembre prossimo con il seguente orario: dal martedì al venerdì, dalle 17.30 alle 1930.

Valerio P.Cremolini

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