Lista Guerri e Comitato Quartiere Umberto I : “alla città non si possono chiedere ulteriori sforzi nell’accoglienza dei migranti”.

LA SPEZIA- Una delegazione del Comitato Quartiere Umberto I ha incontrato il gruppo consigliare Per la Nostra Città con Giulio Guerri nella persona del consigliere comunale Massimo Baldino Caratozzolo per proseguire l’approfondimento sulle tematiche di pubblica sicurezza legate al Quartiere.
Nell’occasione il consigliere Baldino ha reso nota la risposta pervenuta attraverso gli uffici comunali dal Prefetto dr. Garufi in merito all’interrogazione presentata per avere chiarimenti circa l’eventuale arrivo di nuovi migranti in strutture quali l’ex albergo Astoria, il centro in via Lamarmora e la polveriera di Valdurasca. Il quesito posto da Baldino traeva seguito da voci insistenti volte ad accreditate siffatte ipotesi. Nella nota prefettizia -spiega Baldinotali ipotesi non vengono né confermate né smentite, ricorrendo alla formula : ” si aggiunge tuttavia che non può escludersi l’indicazione di quelle strutture nelle offerte che potranno essere presentate per la prossima pubblicazione, per l’affidamento del servizio di accoglienza temporanea di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale”.
È del tutto evidente che di fronte a questa incertezza la cittadinanza non può considerarsi rassicurata. La città e soprattutto questa zona non è in grado di assorbire nuovi arrivi di profughi essendo già note le molteplici criticità che il Quartiere sta subendo e scontando. Una considerazione del tutto condivisa da tutti i membri del Comitato. “L’ Umbertino e le zone limitrofe hanno già più volte denunciato il problema avendo abbondantemente superato ogni limite di sostenibilità, tanto che la situazione che è venuta a crearsi e assai più simile a quella di un ghetto che di un normale quartiere dove l’integrazione è vissuta come un valore aggiunto” osserva Jacopo Schiffini, Presidente del Comitato.
Baldino annuncia a tal proposito che chiederà al Comandante dei Vigili “un nuovo incontro con il coinvolgimento dei cittadini per avere risposte dirette e ottenere provvedimenti ad oggi non più rinviabili, nell’attesa che prenda forma la, da noi auspicata, anagrafe condominiale per capire chi sono e in quanti occupano gli alloggi del Quartiere assegnati o affittati da stranieri”.
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