“Discutere il DMO”. Baldino contesta il bando sul turismo

LA SPEZIA- Abbiamo preso atto che in data 15/11/2017 è stato emesso il bando:
Avviso per la progettazione, la realizzazione, lo sviluppo e la supervisione di una “Destinazione Turistica   per l’individuazione di una figura professionale o struttura societaria dotata di elevata competenza e solida esperienza nell’ambito della programmazione territoriale, con particolare riferimento al settore turistico per la   progettazione, la realizzazione, lo sviluppo e   la supervisione di una “Destinazione Turistica” (DMO), denominato Golfo e Terre dei Poeti, finalizzata all’organizzazione turistica territoriale attraverso specifiche strategie di governance.

I termini del Bando sono stati fissati nell’ordine  di 13 giorni  e ci pare  evidente che,  per un incarico così importante e complesso,  i tempi messi a disposizione per le candidature siano troppo brevi. Noi ci siamo sempre battuti contro la Giunta Federici contestando l’abitudine di produrre bandi a breve termine che non garantivano una  pari opportunità di partecipazione per una ampia e corretta ricerca delle persone e aziende più qualificate da un punto di vista professionale, rispondenti alle reali esigenze della amministrazione. La discontinuità che i cittadini richiedono alla nuova classe politica della città deve partire anche da questo punto. Riteniamo quindi che, per motivi di trasparenza, correttezza ed efficienza questo Bando debba essere ritirato per lasciare spazio ad una procedura concorsuale che permetta l’individuazione di più candidature possibili con una tempistica congrua.

Pertanto cogliamo l’occasione per osservare che un conto è parlare di DMO, come è stato scritto anche nelle linee programmatiche, altro è stabilirne le linee attuative. Queste ultime le abbiamo ritrovate direttamente nelle indicazioni del Bando, senza che sia stato interpellato preventivamente il nostro gruppo consiliare per poter concorrere  alla discussione delle stesse.

Nel merito, chiediamo che, per il futuro della città,  anche volendo perseguire la via della DMO (scelta da non assumere dogmaticamente, vista l’esistenza di modelli altrettanto validi più snelli e meno dispendiosi )  ci sia la possibilità di impostare il lavoro con modalità diverse da quelle riscontrabili nel Bando in questione.

La nostra richiesta è di eliminare i passaggi superflui  quale, in primis,  la figura del consulente, privilegiando invece un rapporto diretto e costruttivo con gli operatori del settore e integrando nel progetto ulteriori parti del tessuto sociale e della comunità come commercianti, artigiani, attività produttive  oltre alle molte altre eccellenze  del nostro territorio.

Massimo Baldino Caratozzolo  (Per la nostra città)

 

 

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