La nostra città ha bisogno di recuperare alcuni errori nelle scelte del passato

LA SPEZIA- Alla luce della realtà odierna,facendo alcune valutazioni su quello che è stato fatto in questi ultimi 30 anni,si evidenziano alcune lacune che devono essere colmate sulla programmazione e l’uso del territorio della costa e del mare nel Golfo dei Poeti.

La prima cosa su cui si deve riflettere è l’errore di non aver capito che la grande occasione era quella di puntare su un futuro turistico in quanto il nostro territorio aveva una gran propensione e vocazione turistica.

Abbiamo invece puntato su un insostenibile porto containers creando impedimenti all’affaccio al mare dei nostri quartieri in cui si trovano le storiche marine del levante.

Tutti sappiamo chi ha enfatizzato tali scelte che ci mettono di fronte all’uso di un territorio e della costa sotto utilizzato con parametri di Mq 440 per un posto occupazionale,questo ovviamente per il porto commerciale, mentre nei presidi industriali i mq diventano 50 per un occupato e questo già parla da solo.

Pare però che le passate esperienze,solo molto parzialmente positive,non abbiano ancora fatto capire che è necessario puntare alla diversificazione della qualità dei presidi produttivi evitando sovradimensionamenti a senso unico.

Questa è la missione per un nuovo corso sviluppo-occupazione-ambiente –sostenibilità  che possono dare una risposta ai nostri giovani in cerca di occupazione e con poche speranze di trovarne per come procedono le cose adesso.

Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus) e Rita Casagrande (Quartieri del Levante)

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