GILARDINO, CAMPIONE DI UMILTA’ di Marcello Delfino

La Spezia

Adelante Spezia, con giudizio.

Dopo il pari ad Empoli ecco l’1-1 col Frosinone, secondo risultato utile consecutivo contro un’altra squadra di altissima classifica, questa volta fra le mura del Picco, ma quando si affrontano avversari di questa portata le difficoltà bisogna superarle comunque, in casa o in trasferta.

La nota positiva che balza subito agli occhi è dunque la continuità che l’allenatore sembra avere finalmente trovato, sia per quanto riguarda lo schema che i protagonisti chiamati ad interpretarlo.

La formazione scesa in campo contro il Frosinone ha visto, infatti, confermata quella che è tornata da Empoli con un ottimo punto, con le sole eccezioni conseguenti alla improvvisa defezione di Terzi ed all’esordio dall’inizio di Gilardino.

Questo modulo di gioco, prudente e meno velleitario dei diversi tentativi fin qui improvvisati, garantisce evidentemente un maggiore equilibrio fra i reparti ed appare più confacente alle caratteristiche individuali dei giocatori a disposizione.

Il materiale tecnico non è certo da primato ma, in un contesto più semplice e comprensibile, anche i singoli vengono aiutati ad esprimersi al meglio delle loro potenzialità.

La difesa, pur privata del capitano all’ultimo minuto, ha beneficiato di quelle coperture che il centrocampo ha saputo assicurare e si è così contrapposta con efficacia ad un attacco che vantava bocche di fuoco davvero temibili.

Nel centrocampo stiamo apprezzando una eccellenza che cresce settimana dopo settimana.

Si tratta del giovane Pessina che, con le sue prestazioni, ricambia la più che giustificata ostinazione del mister per poterlo avere fra i suoi giocatori.

Il ragazzo dimostra anche personalità e, dopo qualche comprensibile titubanza, si batte alla pari con gli avversari anche sul piano fisico portando alla squadra un importantissimo contributo sia in fase di interdizione che in quella di costruzione.

Anche Mastinu approfitta della fiducia confermatagli dall’allenatore e, almeno per un ‘ora, dimostra di potersi realizzare calcisticamente nella posizione di vertice avanzato del quadrilatero di centrocampo, ruolo che gli consente altresì di provare conclusioni dalla distanza grazie ad un sinistro sapiente e preciso.

Deve migliorare nella tenuta e, magari, imparare a distribuire meglio le energie nel corso della gara per poter essere di aiuto anche nelle fasi finali che, spesso, risultano quelle decisive.

In zona offensiva, assolutamente soddisfacente la prestazione di Gilardino che, seppur ancora alla ricerca della migliore condizione, ha dimostrato che i campioni nello sport sono prima di tutto uomini generosi che possiedono valori morali importanti almeno quanto quelli tecnici.

Con un bagno di umiltà, di cui sono capaci solo le persone vere, si è messo a disposizione della squadra e senza snobismi si è calato a livello dei suoi compagni ed ha condiviso con loro una battaglia come si addice ad una squadra vera e con gli attributi giusti.

L’abbraccio di tutto il gruppo, dopo il gol del pareggio, panchina e collaboratori compresi, con il calore di un pubblico particolarmente appassionato hanno evidenziato quelle qualità, come più volte sottolineato, che di un insieme di atleti fanno un gruppo unito e determinato.

Se questo è certamente merito soprattutto dell’allenatore, non sarebbe giusto non sottolineare la decisiva partecipazione dei tifosi soprattutto durante l’incontro casalingo contro il Frosinone.

Il pubblico ha saputo creare quel clima surriscaldato quanto basta che ha contribuito a caratterizzare la partita più sul piano di un agonismo, talora anche sopra le righe, piuttosto che su quello tecnico.

Avevamo infatti di fronte una squadra tecnicamente più forte, sia individualmente che coralmente, con una importante consuetudine a giocare insieme che favorisce la realizzazione delle trame migliori con il minor costo sul piano atletico.

Ebbene, l’aggressività degli sportivi, comunque sempre nei limiti delle regole, ha distratto gli avversari quel tanto che è bastato per fare loro perdere il filo di un gioco conosciuto a memoria ed interpretato da protagonisti di indubbio valore.

La strada intrapresa, in conclusione, sembra quella più appropriata, ad oggi, per fare bene, anche se sempre nuovi infortuni costringono settimanalmente a ricorrere a soluzioni di emergenza.

L’ultima di queste ha visto l’arrivo del portiere Niccolò Manfredini, svincolato perché proveniente dal Modena, società radiata dalla Serie C.

Benvenuto fra noi e scusate se ci permettiamo una raccomandazione: per favore, visite mediche accuratissime.

Marcello Delfino

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