Porto Venere, Massimo Nardini invita il Sindaco Cozzani a prendersi le sue responsabilità

PORTO VENERE- Ancora una volta, per cercare di sviare le polemiche sul proprio operato, forse spaventato dalle paventate proteste degli animalisti, il Sindaco Cozzani non riesce ad utilizzare altra strategia che addossare le responsabilità all’amministrazione precedente. Dopo ormai un intero mandato siamo sempre e comunque a scaricare infantilmente le colpe su chi l’ha preceduto, senza volere e sapere valutare criticamente il proprio operato, o meglio, nel caso delle caprette dell’isola Palmaria, ammettere l’assenza di proprie iniziative.

Se Cozzani ritiene che le nostre delibere, seppur derivanti esclusivamente da studi scientifici (ISPRA ecc.), fossero errate o superate perché non ha provveduto ad annullarle, modificarle e  migliorarle? La risposta è una soltanto: perché in cinque anni nulla gli è importato della problematica e nulla, ma proprio nulla, è stato fatto per risolverla.

Anni indietro circa 100 capre furono deportate dall’isola, noi cercammo in tutti i modi di continuare le catture, costruimmo nuovi recinti, portammo sull’isola quintali di pane e focaccia secca per attirare le caprette nelle gabbie, il personale del Parco perseguì con passione,per interi mesi ed anni, ogni tentativo possibile per risolvere in maniera incruenta la questione. Solo al termine di questo lunghissimo percorso, che si rivelò purtroppo non risolutivo, ci arrendemmo e, a malincuore, fummo costretti a prendere in esame gli abbattimenti.

Cozzani invece non ha messo in campo nessuna iniziativa, si è disinteressato completamente della tematica ambientale dell’isola, riducendo pervicacemente alla completa marginalità le iniziative del Parco. Si sveglia adesso solo perché la presenza delle capre rischia forse di diminuire il valore dei beni in via di acquisizione sull’isola, rappresentando un piccolo ostacolo al progetto prettamente immobiliare perseguito dalla sua amministrazione sulla Palmaria.

Eppure, quando gli è interessato, Cozzani ha dimostrato grande capacità di discontinuità con tutte le amministrazioni che lo hanno preceduto, come quando ha cercato (bloccato dal nostro ricorso) di istituire l’addizionale comunale all’IRPeF, quando ha chiuso le scuole di Fezzano, quando ha iniziato la grande vendita del patrimonio comunale, quando si è costituito lo staff del Sindaco pagato dai cittadini. Perché solo in questo caso si appella alla continuità amministrativa?

Non è possibile, dopo un intero mandato di latitanza, giocarsi ancora il jolly dello scaricabarile, senza aver neppure provato a fare qualcosa per risolvere le questioni.

Che Cozzani si dia una mossa, che si prenda compiutamente le responsabilità che gli competono e lasci perdere, dopo ben cinque anni, l’ormai logoro ritornello “è colpa di quelli che c’erano prima”, non funziona più.

Il consigliere comunale

Massimo Nardini

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