La pensione fantasma (di Mario Bonelli)

Andare in pensione a 67 anni è una “mazzata” a tutti i potenziali lavoratori, che hanno il sacrosanto diritto di godersela, a partire da una età ragionevole e giusta, una età , fisica e mentale per poter vivere ancora la terza età, almeno una parte di essa, in salute e dunque con la possibilità di poter beneficiare, ancora in forma, del proprio tempo. Se voglio andare in pensione ad una età qualsiasi, 40, 50,60 anni, non posso farlo: allora, mi sia dato, quanto mi spetta, in ragione a ciò che ho versato, ma nulla non può essere, nulla è esproprio. A 67 anni, sei forse morto. La scellerata legge Monti-Fornero che ha innescato il meccanismo di innalzamento dell’età di uscita dal lavoro, agganciandola alla variazione dell’aspettativa di vita è “una boiata pazzesca” alla detta di Fantozzi. La verità invece, sta nella incapacità di questi ultimi governi “che vivono alla giornata” di adottare efficaci politiche,  rivolte all’aumento reale dei consumi e quindi all’aumento degli stipendi dei lavoratori, mettendo in moto il cosiddetto “moltiplicatore Keynesiano”. Il moltiplicatore Keynesiano, strumento economico, che si adatta bene nei periodi ciclici di crisi economica, incide sul reddito nazionale in rapporto all’incremento della domanda aggregata: consumi, investimenti pubblici, spesa pubblica. Questa becera politica nazionale, è un forte schiaffo all’occupazione giovanile che non trova spazio nei posti occupati da “lavoratori da pensionare”. Pertanto, risorse giovanili ,vanno in altri paesi, alla ricerca di un posto di lavoro, senza creare contribuzione previdenziale utile in Italia. Di questo passo, i giovani lavoreranno senza un euro di pensione.

 Facendo riferimento agli indici demografici e strutturali della provincia della Spezia,(fonte:Tuttitalia.it):

l’Indice di Vecchiaia rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione. È il rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. Ad esempio, nel 2017 l’indice di vecchiaia per il comune di La Spezia dice che ci sono 229,6 anziani ogni 100 giovani.

Indice di ricambio della popolazione attiva, rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (60-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-19 anni). La popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100. Ad esempio, a La Spezia nel 2017 l’indice di ricambio è 141,8 e significa che la popolazione in età lavorativa è molto anziana.

Mario Bonelli Dottore commercialista in La Spezia, Revisore Legale.

 

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