“Stop alla movida selvaggia”: l’appello dei residenti del centro cittadino.

LA SPEZIA- Abbiamo parlato con i cittadini del centro, sempre più esasperati per la cosiddetta movida selvaggia che invade la città durante il fine settimana. “Abbiamo incontrato anche il Sindaco Peracchini, gli abbiamo scritto, ma non è cambiato nulla. Sotto le finestre delle case dei vicoli, in prossimità dei locali, continua a esserci una gran confusione, fino alle 2 del mattino”. Non è cambiato nulla, in questi mesi, lamentano i residenti, costretti a tenere ben chiuse le finestre, anche quando è caldo, per difendersi dal rumore e, soprattutto nei vicoli più stretti, anche dal fumo di sigaretta (e non solo): “immaginatevi 50 persone che fumano sotto una finestra“, dicono.

I residenti specificano di non essere contro la movida o contro i locali aperti, ma contro questa movida senza regole: urla, schiamazzi, gente che beve per strada (e ogni tanto qualche rissa), bottiglie di vetro.
L’estate scorsa (era agosto) in via San Martino della Battaglia (nei pressi di Piazza Beverini) i vigili hanno effettuato rilievi fonometrici: alle ore 23 i decibel rilevati erano 65 (la soglia massima consentita in orario notturno è di 45). I rilievi, ci spiegano, sono ancora validi poiché non è stato fatto alcun intervento e, quindi, nulla è cambiato.

Se il limite massimo consentito è stato superato e rilevato in maniera ufficiale, perché non si è intervenuti? Secondo il parere di un avvocato, la motivazione è che si tratta di un insieme di rumori (il vocio, la musica di un locale, il traffico della vicina Piazza Beverini) e, pertanto, non si può dimostrare quale rumore sia effettivamente il più fastidioso. Un po’ come per l’inquinamento, come diceva l’ex sindaco Federici: viene da Enel? Dal traffico? Dal Porto? Impossibile stabilirlo e, nel dubbio, si lascia tutto com’è.

Eppure le leggi ci sono: ad esempio, i locali che fanno musica dovrebbero farla all’interno e dovrebbero essere insonorizzati. Basterebbe farle rispettare. Il Comitato del Centro, che mesi fa (a maggio) lanciò una petizione firmata da 500 persone, chiede nuovamente all’Amministrazione (votata da molti dei firmatari) di intervenire potenziando i controlli (come l’alcool test) e la videosorveglianza.

Salute ed inquinamento acustico, uno studio dell’ARPA Marche: www.arpa.marche.it

 

 

 

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