Autori italiani da scoprire (nona parte)

Penultima puntata di questa mini-rassegna volta ad approfondire artisti della scena musicale italiana che non hanno, spesso, avuto quella visibilità o popolarità che avrebbero meritato. Questa volta parliamo di Herbert Pagani e Teresa De Sio.

Herbert Pagani. Artista poliedrico ed eclettico, Herbert Pagani ha vissuto la sua breve stagione in particolare negli anni settanta. Nato in Libia in una famiglia ebrea, a soli otto anni si vede costretto a lasciare il Paese a causa delle persecuzioni razziali, trasferendosi dapprima in Italia, poi in Germania e Francia. Artisticamente nasce come disc-jockey a Radio Monte Carlo, autentica fucina da sempre di personaggi poi messisi in luce in vari campi. La sua produzione musicale, parte in italiano e parte in francese, viene ricordata per alcuni brani che hanno ottenuto un discreto successo personale oppure tramite altri artisti. Canzoni come “Cin-Cin Con Gli Occhiali”, originale brano orecchiabile dal testo curioso che parla di una ragazza che si isola a causa della propria miopia:” Cin cin dai noi siamo speciali, portiamo gli occhiali, dai vieni con noi. Cin cin dai il mondo è di tutti, dei belli e dei brutti, è nostro se vuoi”. Famosa anche “Canta (che ti passa la paura)”, un tormentone dell’epoca e “Ahi…le Hawaii”, brano presente in un film diretto da Alberto Sordi. Ma Herbert Pagani, passerà alla storia per aver tradotto in italiano un brano di Edith Piaf, “Les Amants D’Un Jour”, ovvero “Albergo A Ore”. Siamo nel 1970 e sebbene ovunque divampi la contestazione giovanile, questo brano incappa nella censura; il testo parla di una coppia di amanti che si ritrova in una stanza d’albergo per trascorrere le ultime ore d’amore prima di suicidarsi. Il brano, viene narrato dal portiere dello stesso albergo con un incedere amaro e drammatico allo stesso tempo, l’atmosfera è torbida e, ascoltandolo, si ha quasi la sensazione di sentire odore di muri impregnati dalla nicotina: “M’han chiesto una stanza gli ho fatto vedere la meno schifosa, la numero tre. E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi poi come San Pietro gli ho dato le chiavi. Gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la porta sul loro sorriso. Io lavoro al bar di un albergo a ore porto su il caffè a chi fa l’amore…Ma sono rimasto lì come un cretino aprendo la porta in quel grigio mattino. Se n’erano andati in silenzio perfetto lasciando soltanto i due corpi nel letto…
”. Questa mirabile cover, negli anni è stata interpretata anche da artisti del calibro della Vanoni, Gino Paoli, Milva ed altri. Molti non sanno che Pagani è il co-autore della famosa “Teorema” di Marco Ferradini; nella sua carriera ha collaborato molto con Dalida, è stato attore per la Tv ed un fervente ecologista. A soli 44 anni, Herbert Pagani, nel 1988 muore di leucemia. Una figura da ricordare e riscoprire.

Teresa De Sio. Cantautrice e scrittrice napoletana, Teresa De Sio è sorella della più famosa attrice Giuliana ed è una delle più autorevoli esponenti dell’ambito musicale partenopeo. Salita alla ribalta nei primi anni ottanta con due brani che le hanno regalato un’effimera ma non trascurabile celebrità, è tuttora attivissima in varie attività artistiche. La sua carriera inizia insieme ad un altro “fratello meno celebre”, Eugenio Bennato, con il gruppo dei Musicanova, fautori di musica tradizionale napoletana riarrangiata in chiave folk. Ha una timbrica vocale acuta e caratteristica che la rende subito riconoscibile e, dopo un paio d’anni di questa iniziale esperienza, culminata con l’album folk “Villanelle Popolaresche Del ‘500”, inizia il percorso solistico pubblicando un lavoro folk dal titolo “Sulla Terra Sulla Luna”, affiancata da valenti musicisti dell’area cittadina. Siamo nel 1980, Teresa De Sio porta avanti caparbiamente il cantato nel proprio dialetto e due anni dopo arriva la popolarità con il disco omonimo “Teresa De Sio” che vende mezzo milione di copie, trascinato dal brano più famoso, “Voglia ‘E Turnà”, pezzo che la vede protagonista al Festivalbar di quell’anno:” Voglia ‘e turnà dint’e vicoli e sta città, guarda e ride e te vò tuccà, nun se ferma mai. Voglia ‘e verè notte e juorno te fa cantà, chest’è Napule do cafè, nun te può sbaglià”. Ma non solo questo celebre brano traina le vendite, ci pensano anche “Aumm Aumm” e “Pianoforte E Voce” e la De Sio diventa improvvisamente la rivelazione dell’anno. Dopo questa fiammata, i consensi proseguono con il terzo album e con la partecipazione a “Fantastico 4” dove è sua la sigla televisiva finale. Collabora persino con Brian Eno, Fabrizio De André e la Mannoia e porta avanti una raffinata ricerca musicale con rivisitazioni di brani tradizionali napoletani, il tutto con passione certosina. Artista a tutto tondo, ha pubblicato due libri, l’ultimo due anni fa e si è avvicinata ad altre realtà meridionali come la Taranta e la Pizzica pugliese. Vanta il premio cinematografico come miglior Opera Prima alla Mostra di Venezia del 2005 e non si contano le sue iniziative in ambito sociale e teatrale, oltre alla valorizzazione e la conservazione delle tradizioni popolari, coinvolgendo in questo le nuove generazioni. Un’artista che riserva molte sorprese, Teresa De Sio, che merita più di un distratto approfondimento.

(Fabrizio Bordone)

Advertisements
Annunci
Annunci