Lavori pubblici in corso nel porto commerciale spezzino, V.A.S. e Quartieri del Levante intervengono

LA SPEZIA- Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus) e Rita Casagrande (Quartieri del Levante) hanno inviato una lettera sui lavori pubblici in corso nel porto commerciale di La Spezia e presunte illegitimità riguardanti gli appalti affidati dall’Autorità Portuale del Sistema Ligure Orientale ai seguenti interlocutori:

-Al Ministero Delle Infrastrutture E Trasporti   Roma

-Al Ministero Dell’ambiente  Roma

-Al Provveditorato Ai Lavori Pubblici Della Liguria Genova

– Al Presidente Della Regione Liguria Genova

– P.C. Alla Corte Dei Conti  Genova

Di seguito il testo.

Sono in corso nel Porto Commerciale di La Spezia lavori sul molo Pagliari finalizzati alla ricollocazione delle marine storiche del levante progetto approvato con procedura discutibile nella Conferenza dei Servizi richiesta dall’A.P nell’anno 2013.Tale conferenza dei servizi deliberante dava parere favorevole ad un progetto “definitivo” non sostenuto da elementi certi riguardanti la sicurezza degli impianti considerato il moto marino mirato in quella zona del golfo ovvero nello specchio di acqua antistante il Molo Pagliari. Oggi risulta che l’Autorità Portuale,nonostante vistose e sostenziali  modifiche apportate al progetto definitivo (vedi sopra) dal progetto esecutivo in corso d’opera non sia intervenuta per rifare una gara di appalto.

Essendo stato il progetto sensibilmente e sostanzialmente modificato non si è  peraltro provveduto a rifare una Conferenza dei servizi  per confermare o cambiare la decisione presa a suo tempo e con l’aumento notevole dei costi per l’esecuzione dell’opera.

Per quanto sopra,le scriventi associazioni ambientaliste richiedono un intervento al fine di verificare la regolarità delle procedure sull’esecutività di un progetto modificato.

Lo stesso non è nemmeno equo nella ricollocazione dei singoli concessionari,con contenuti contradditori, con privilegi per alcuni di loro  e penalizzazioni nei confronti di altri concessionari singoli il tutto dovuto a presunte forzature attivate con i singoli dall’Autorità Portuale di La Spezia che sono facilmente comprovabili.

Quanto sopra ha portato ad oggi a diffuse proteste,a ricorsi alla Magistratura da parte di alcuni concessionari e,oltre a questo,è necessario considerare il rilevante danno ambientale che ricadrà sulla zona del levante della rada di La Spezia.

Si richiede pertanto agli enti in indirizzo un intervento di sospensione dei lavori in corso d’opera anche per concordare un progetto condiviso tra i concessionari e per la certezza che l’impatto ambientale non sia tale da creare danni ai quartieri del Levante cittadino.

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