Lombardi, Ruggia e Delfino intervengono sul “molo crociere”.

LA SPEZIA- Alcuni giorni or sono proponemmo pubblicamente di aprire una discussione sulla effettiva necessità della realizzazione del cosiddetto “molo crociere” per consentire un ulteriore e più organizzato sviluppo del turismo crocieristico che sta proficuamente interessando la nostra città. Senza ipocrisie ed infingimenti abbiamo esposto, in quell’occasione, le nostre valutazioni in senso negativo sostenendole con argomentazioni che riteniamo assolutamente pertinenti e ragionevoli. Infatti, per dare una risposta adeguata per gli accosti delle navi, meno invasiva, abbiamo a disposizione una soluzione più rapida di almeno 4 anni, non si tomba ulteriormente il mare, e non prevede di intervenire sul molo Italia, una soluzione non irreversibile che colmerebbe un limite della città mettendo a disposizione l’intera calata Paita ai cittadini ed ai turisti.

Questa nostra iniziativa, ce lo riconosciamo da soli, ha prodotto se non altro il risultato di fare sapere alla cittadinanza come la pensa il Sindaco su un tema così significativo per la nostra città. La risposta è arrivata, anche se rimane difficile capire se si tratti di un’opinione personale o riscuota il consenso della sua Giunta distratta dal pesante impegno sul fronte del decoro urbano e del ristabilimento dell’ordine pubblico.

Dobbiamo altresì rilevare che le risposte ricevute pubblicamente al nostro incipit di confronto pervenute da associazioni imprenditoriali e da alcune organizzazioni sindacali sono state deludenti, alcune addirittura stizzite, mentre crediamo che il dibattito sia sempre costruttivo e foriero di utili approfondimenti.

Due le argomentazioni di maggior peso che, guarda caso, non si misurano con le nostre ragioni ma pretendono di imporci assiomi di fronte ai quali saremmo tutti tenuti ad inchinarci.
La prima: quelli che sostengono queste tesi, le nostre, sono quelli che dicono di no a tutto. Sarebbe facile ribattere che ci sia da diffidare maggiormente di chi dice di sì a tutto, a tutto ciò che profuma di affari naturalmente, ma noi preferiamo far sapere che sosteniamo solo l’inutilità di tale realizzazione e che, come loro, almeno speriamo, siamo per incoraggiare e sviluppare il turismo crocieristico, magari in maniera compatibile con le altrettanto importanti esigenze riguardanti la vivibilità e la salute dei cittadini e, non ultima, la possibilità di guadagnare quell’affaccio sul mare pubblico inseguito da anni la cui mancanza rappresenta il limite urbanistico più grande della città.

La seconda tesi di ferro, si fa per dire, è il dogma per il quale sulle cose già decise non si torna indietro. Pare sia scritto nel manuale degli “uomini del fare” e che sia l’antitesi dei decisionisti al vecchio e saggio proverbio che ci ricorda come non siano molto intelligenti coloro che non cambiano mai idea, soprattutto se “a prescindere”.

Sarà bene allora affrontare il tema con maggiore laicità, senza pregiudizi di sorta, per studiare la soluzione che risponda alle necessità del turismo e che sia anche meno impattante per il territorio e per chi lo abita. Anche i ciechi vedono come sia sempre più urgente cambiare le politiche fin qui seguite sull’uso del suolo, mare compreso, se vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti un ambiente ancora vivibile e non bruciato dalla nostra avidità.

Sarà bene, infine, e qui stiamo con quelli del “”, smetterla di rinviare sempre un po’ più in là, nel tempo si intende, il problema dell’inquinamento delle navi all’accosto, da sole ed in concomitanza. Gli enti preposti hanno il dovere di fare sapere ai cittadini se hanno da temere per la loro salute. In questo caso, appunto, siamo dalla parte del sì.Sì alla tutela della salute dei cittadini.

Massimo Lombardi

Cristiano Ruggia

Marcello Delfino

Advertisements
Annunci
Annunci