Fats Domino: questa volta per davvero

Se n’è andato veramente, non come erroneamente si era pensato dopo il passaggio dell’uragano Katrina di dodici anni fa. La sua casa fu distrutta dalla furia dei venti, Fats non era voluto fuggire da New Orleans per via della moglie malata e qualcuno vergò sul muro un epitaffio troppo precoce, convinto che il vecchio Re del rock ‘n-roll avesse perso la vita.

A quasi novant’anni, il grande “uomo grasso”, fonte d’ispirazione per i più grandi nomi della musica del secolo scorso, si è spento ad Harvey. Considerato a tutti gli effetti il padre assoluto del rock ‘n-roll, Antoine Dominique Domino, questo il vero nome, ha forgiato ed influenzato una generazione di giganti della musica quali Elvis Presley, i Beatles ed una miriade di altri artisti. Lo stesso Elvis affermò che fu proprio Domino ad insegnargli, involontariamente, a cantare, mentre il duo Lennon- McCartney scrisse e compose “Lady Madonna” seguendo lo stile del maestro di New Orleans.
Dal 1949 fino a tutti gli anni sessanta, Fats Domino ha prodotto singoli ed album che hanno spopolato nelle classifiche in quantità smisurata. Di lui, ricordiamo alcuni dei tantissimi brani celebri come “Ain’t That A Shame”, “Whole Lotta Loving”, “Blueberry Hill”, “The Big Beat” e l’album d’esordio “The Fat Man” con il singolo omonimo, pietra miliare del RnR. Impossibile citare il numero sterminato di artisti che hanno raggiunto il successo grazie ai suoi brani. Figlio di un violinista, è stato uno dei più originali pianisti creando uno stile inimitabile tra rhythm and blues e boogie-woogie, mentre come interprete si distingueva tra mille altri. Padrone della scena per tutti gli anni cinquanta, subì, come molti della sua generazione, l’invasione britannica dei primi anni sessanta, cominciando un lento ma inevitabile declino. Ironia della sorte, il suo ultimo successo da hit parade fu proprio la sua cover della succitata “Lady Madonna”, una sorta di compensazione da parte del destino. Non ha mai smesso di fare musica, sebbene si fosse impigrito rimanendo sempre rifugiato nella sua protettiva New Orleans, godendo della rendita dei diritti d’autore della sua immensa produzione. Nemmeno l’occasione dell’ingresso nella prestigiosa Rock And Roll Hall Of Fame ed un invito a suonare alla Casa Bianca riuscirono a smuovere Fats Domino dalla vita tranquilla che aveva deciso di intraprendere. Ora che se n’è andato per davvero, il mondo della musica contemporanea perde uno degli ultimi padri fondatori. Lo ricordiamo, colmi di gratitudine, con il testo del suo brano “I Lived My Life”, vivo la mia vita…:” I live my life to please myself. Don’t worry about nobody else. If you love the life you live, live it all by yourself. I go to work, yes every day. But when it’s night I long to play. If you love the life you live, live it every day…” (Vivo la mia vita per soddisfare me stesso. Non preoccuparti di nessun altro. Se ami la vita in cui vivi, vivi tutto da solo. Vado a lavorare, sì ogni giorno. Ma quando è la notte ho voglia di giocare. Se ami la vita in cui vivi, vivi ogni giorno…).

(Fabrizio Bordone)

 

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