PCI Porto Venere: Valdettaro, tutto tace?

PORTO VENERE- Riceviamo e pubblichiamo, dal PCI di Porto Venere, una lettera aperta al Sindaco Matteo Cozzani e al Presidente della Regione Liguria sul futuro del cantiere Valdettaro delle Grazie.

Ripercorriamo brevemente la questione…

Nel dicembre 2010, seppur con un ricorso dei Comitati Graziotti pendente al TAR,  viene “concluso” l’iter  urbanistico da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Genova relativo  ad una serie di operazioni riguardanti l’area del cantiere Valdettaro delle Grazie. Tutti gli articolati passaggi autorizzativi, a nostro giudizio, appaiono quantomeno viziati “per difetto di istruttoria” in quanto alcune operazioni previste ricadono in area esondabile e completamente inedificabile (zona rossa) ed oltretutto a distanza non legale dal fosso “Baccioni” (sull’argine).

area rossa esondabile con indicazione degli interventi

In effetti, nella realtà delle cose, seppur il Provveditore nel suo provvedimento del dicembre 2010 rimandava ad ulteriori e necessari passaggi autorizzativi, a partire dal giugno 2013 senza ulteriori autorizzazioni sono state trasformate delle semplice tettoie nella più grande ed impattante costruzione del borgo delle Grazie ottenendo così, in spregio ai vincoli e divieti esistenti, dei capannoni industriali a tutti gli effetti per circa 1.300 metri quadrati di superficie coperta e per oltre 10.000 metri cubi di volumetria;

capannoni e piazzali realizzati

 Il fatto, pur essendo di “dominio pubblico”, venne denunciato solo dai Comitati locali e da alcune Associazioni culturali ed ambientali con esposto alla Procura della Repubblica nel novembre  2015.
A seguito del sopraddetto esposto e delle indagini conseguenti emerse un quadro ancor più critico e pesante in relazione ad una serie di interventi ed operazioni urbanistico / edilizie avvenute nell’area del cantiere graziotto, quadro ben documentato nella conseguente “Ordinanza di Demolizione” emessa dal Comune di Porto Venere nel  giugno 2016 con un “dossier” di ben 36 pagine e l’obbligo di ripristino delle condizioni preesistenti.

Nell’aprile 2017 il TAR Liguria, a seguito del ricorso presentato dal Cantiere Valdettaro, annullava l’Ordinanza di Demolizione per “manifesta incoerenza” degli atti amministrativi che si sono susseguiti nel tempo, dando quindi ragione al ricorrente, ma,  a nostro giudizio, tra le righe della sentenza invitava gli Enti competenti (Provincia/Regione – Comune) a rivedere i propri pareri rilasciati ed espressi (molto probabilmente incompleti) attraverso l’istituto dell’autotutela in quanto, seppur l’Ordinanza di Demolizione sia stata annullata, sempre a nostro giudizio per un “vizio procedurale”,   le opere insistono tutt’ora in un area inedificabile dal punto di vista idraulico.

Chiediamo quindi  alla Regione Liguria e al Comune di Porto Venere:

  • di fare chiarezza sulla situazione urbanistico/edilizia  ed idraulica dell’area del  cantiere Valdettaro, in particolar modo in relazione ai capannoni  realizzati sull’argine del fosso Baccioni;
  • di ripristinare la “legalità”, tutelando i vincoli e i divieti imposti dalle pianificazioni vigenti e sopraordinate, tutelando e salvaguardando la pubblica incolumità in relazione anche a possibili futuri eventi alluvionali, purtroppo sempre attuali e peraltro già accaduti di recente, anche negli anni 2009 e 2010, con l’esondazione del fosso Baccioni, ravvisando, nel caso che non si procedesse attraverso l’istituto dell’autotutela, anche il rischio di incorrere in un’ipotetica “omissione di atti d’ufficio”.

Inoltre sul futuro dell’area del cantiere Valdettaro abbiamo le idee chiare:

proponiamo…

  1. Riduzione delle aree a disposizione del cantiere puntando sulla qualità e non sulla quantità dell’offerta, incentivando le lavorazioni riguardanti il settore delle vele e delle imbarcazioni d’epoca, riscoprendo il prestigio e la tradizione dei vecchi cantieri graziotti e diventando un polo internazionale del settore;

2. Salvaguardia dei posti di lavoro attuali ed ulteriore sviluppo occupazionale correlato alle sempre più necessarie qualificate maestranze in relazione alle attività di manutenzione del settore (Maestri D’Ascia, Carpentieri, Falegnami, Attrezzisti, ecc.);

3. Liberazione completa del fronte a mare di via Libertà con rinaturalizzazione dello stesso tramite l’ampliamento della spiaggetta dei giardini, la realizzazione di una grande piazza sul mare per l’allestimento delle manifestazioni paesane e la realizzazione strutturata del museo “dei maestri d’ascia” da collocarsi nella falegnameria del vecchio cantiere Valdettaro;

4. Sostenibilità ambientale con allontanamento delle lavorazioni impattanti ed eventualmente nocive dalle aree “urbane” maggiormente frequentate anche da bambini ed anziani (giardini pubblici, spiaggetta, parco giochi, ecc.) e concentramento delle stesse nei piazzali dell’ex cantiere della Savoia;

5. Fruizione pubblica del cantiere in determinate occasioni in relazione a festività locali e in relazione all’organizzazione di eventi e manifestazioni del settore nautico in collaborazione con gli Enti e le Associazioni paesane in modo da limitare la cesura fra il borgo e l’area (demaniale) in uso al cantiere.

proposta fronte su via Libertà

Fabio Carassale, PCI Porto Venere

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