Autori italiani da scoprire (ottava parte)

Questa settimana parliamo di un cantautore non proprio sconosciuto, ma del quale i più conoscono una manciata di brani, Gianni Togni, e di un altro, non meno valido e molto meno popolare, ossia Claudio Rocchi.

Gianni Togni. Cantautore romano balzato agli onori della cronaca musicale all’alba degli anni ottanta con un filotto di successi commerciali orecchiabili e di facile presa. In realtà, Togni aveva esordito già nel 1975 con l’album di debutto “In Una Simile Circostanza”, senza ottenere visibilità e consensi, sebbene si trattasse di un disco ben suonato che vedeva la presenza di ottimi musicisti quali Arturo Stalteri e Carlo Siliotto. Dopo una pausa di ben cinque anni, durante la quale collabora con i Pooh, la fama arriva con il tormentone dell’estate, siamo nel 1980, la celeberrima “Luna”, contenuta in un album dal titolo chilometrico: “…e in quel momento, entrando in un teatro vuoto, un pomeriggio vestito di bianco, mi tolgo la giacca, accendo le luci e sul palco m’invento...”. Questo curioso titolo, alla Lina Wertmüller, fu scelto dallo stesso Togni per una sorta di ripicca nei confronti del proprio produttore che ne aveva scelto un altro non di suo gradimento. Oltre alla famosa “Luna”, pezzo che in origine si sarebbe dovuto chiamare “Anna”, quest’album conteneva un altro brano che le radio private trasmettevano con buona frequenza, “Maggie”; in entrambi i casi, si tratta di canzoni di facile presa, ben interpretate e ben recepite dal pubblico. Acquisita popolarità, l’anno seguente esce il terzo lavoro, “Le Mie Strade”, decisamente di livello superiore sia per i testi che per le soluzioni musicali; non manca la hit da classifica, “Semplice”, altro classico di Gianni Togni ma il disco rivela brani molto interessanti come l’amara “Attimi”: “Attimi fragili preoccupanti, attimi di un giorno come tanti, ma perché stiamo qui a guardare come vanno via, la città è solo un gioco di luci se vuoi possiamo spegnerle…”, oppure “Ombre Cinesi” e l’intensa “Ma Per Dio”: “Ma perdio, è un periodo che se ne va via, quanti amici si perdono o cambiano idea, tutti abbiamo un alibi una vigliaccheria…”. Forte di un buon seguito di pubblico, Togni inanella una serie di dischi ben riusciti dove affina le parti strumentali ed è tra i pionieri italiani dell’incisione su CD; di quegli anni è un altro successo di vendite con il brano “Giulia”. L’apice qualitativo lo ottiene nell’88 con “Bersaglio Mobile” al quale fa seguito un’altra pausa con un disco d’oro nel ’96. Fuori dalle classifiche da tempo, Togni ha scritto musical prestigiosi rivolgendosi al teatro, ha ottenuto il premio a Montecarlo per la miglior colonna sonora del film che si rifà al testo di “Luna”, “E Guardo Il Mondo Da Un Oblò”. Molto attento alle nuove tecnologie, collabora con artisti internazionali. Da riscoprire.

Claudio Rocchi. Cantautore milanese tra i più innovativi, è stato un protagonista della diffusione del progressive-rock nel nostro Paese. Formatosi come bassista negli Stormy Six, Claudio Rocchi ha sempre portato avanti con coerenza il proprio credo musicale, senza facili concessioni al commerciale. Tra i suoi meriti, quello di essere uno dei pochissimi ad aver riarrangiato un brano dei gloriosi Genesis di Peter Gabriel, “White Mountain”, per la versione italiana di un’insospettabile Ornella Vanoni (Un gioco senza età). La PFM gli ha dedicato il brano “Per Un Amico”, canzone che dà il titolo ad uno dei loro migliori album, scritta da Mauro Pagani con il quale Rocchi ha collaborato agli esordi. Di questo intransigente ed innovativo autore, vale la pena scoprire autentiche perle come “La Tua Prima Luna”, contenuta nel suo primo lavoro solista “Viaggio”, album premiato dalla critica: “Questa è la tua prima luna che vedi fuori di casa sapendo di non tornar…Oggi sei uscito e ti sei domandato “Ma dove sto andando e che cosa farò?” Sei finito in un prato, mangiando una mela comprata passando dal centro…”. In un periodo, quello dei primi anni settanta, dove tutto è politicizzato, soprattutto la musica, Rocchi partecipa alle principali rassegne e Festival alternativi dell’epoca. Il secondo album, “Volo Magico n°1”, è considerato il suo capolavoro; tra sperimentazioni sonore, psichedelia e progressive, contiene un brano splendido come “La Realtà Non Esiste” che merita di essere citato per intero: “Quando stai mangiando una mela tu e la mela siete parti di Dio. Quando pensi a Dio sei una parte di ogni parte e niente è fuori da tutto. Quando vivi tu sei un centro di ruota e i tuoi raggi sono raggi di vita. Puoi girare solo intorno al tuo perno o puoi scegliere di correre e andare. Quando dormi tu sei come una stella e il respiro è come fuori dal tempo. Quando ridi è come il sole sull’acqua, sai che farne della vita che hai. Quando ami tu ridoni al tuo corpo quel che manca per riempire un abbraccio. Quando corri sai esser lepre e lumaca se hai deciso di arrivare o restare. Quando pensi stai creando qualcosa, illusione è di chiamarla illusione. Quando chiedi tu hai bisogno di dare, quando hai dato hai realizzato l’amore. Quando gridi la realtà non esiste hai deciso di essere Dio e di creare. Quando chiami tutto questo reale hai trovato tutto dentro ogni cosa.”. Dopo un’onestissima carriera musicale e anche cinematografica, muore a soli 62 anni per una malattia degenerativa. Un grande artista da scoprire.

(Fabrizio Bordone)

 

 

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