Sull’antica via del tempo di Tito Livio – Parchi di Mare e di Montagna – Alpinismo lento e orizzontale

Prosegue senza sosta, a cura dell’associazione Mangia Trekking, il cammino e lo studio del territorio tra il mar ligure e la montagna appenninica. Ultima attività di alcuni appassionati dell’alpinismo lento, è stata una sorta di pellegrinaggio dal paese di Cervarezza alla vetta del Ventasso per andare a visitare e conoscere uno storico manufatto.

Sull’incrocio di tanti sentieri che uniscono diversi paesi. Si trova un oratorio, il più alto della provincia di Reggio Emilia e dell’intero antico cammino. Lassù vi era una strada tracciata dai romani al tempo di Tito Livio.  Quella via, attraverso il passo dell’Ospedalaccio al Cerreto, le pendici del monte Casarola ed un percorso sempre in alta quota metteva in comunicazione la pianura padana con il mare. In epoca matildica, quei luoghi erano domininati dalla celebre contessa (Matilde di Canossa), e lungo quella strada transitavano pellegrini e viandanti bisognosi. La stessa feudataria, tra le figure più interessanti del Medio Evo italiano, decise di farvi erigere degli « ospitali ». Sorse così un rifugio annesso all’oratorio del Ventasso. Da documenti datati 1319, pare che in seguito il manufatto sia divenuto anche sede di una piccola comunità di donne penitenti. Scritti del 1350 e del 1376 indicano poi che il luogo divenne chiesa Santa Maria del Ventasso e sede di eremitaggio.  Il suo culto si allargò a molti paesi limitrofi, ed era talmente frequentato che nel 1400 il giorno 22 luglio, si tenne lassù una fiera di bestiame. Ancor oggi dopo le funzioni religiose del mattino, in quel giorno, le genti di ogni  paese, lassù convenute, pranzano al sacco, e si dedicano a  manifestazioni di allegria. La figura dell’eremita, come custode della Chiesa, rimase fino al 1860 circa, e fu sostituita più tardi da quella del fabbricere.

Durante l’ultima guerra la Chiesa venne utilizzata come rifugio dai partigiani per cui fu bruciata dai tedeschi nel corso di un rastrellamento. AI termine del conflitto la chiesa e l’attiguo rifugio furono ricostruiti a cura dell’arciprete di Busana. Per gli amici del Mangia Trekking è stato significativo ripercorrere quella storia, ed immortalare il momento presso le due croci che contraddistinguono la montagna. Inoltre entrambe le croci, si può osservare la Pietra di Bismantova, uno dei più importanti simboli del territorio reggiano. Con tale attività, la storia dell’oratorio Santa Maria Maddalena, entra così nel progetto Parchi di Mare e Parchi d’Appennino sviluppato dall’associazione, la quale invita a conoscere questo manufatto costruito in un  luogo così bello e panoramico,  nel cammino tra il mare, la montagna e la Pianura Padana.

 

Advertisements
Annunci
Annunci