Il molo crociere è una struttura inutile, meglio attrezzare un waterfront sostenibile per attracchi contemporanei di 3 navi crocieristiche

LA SPEZIA- Forse dietro le forti pressioni per costruire un nuovo molo da crociere alla radice di Calata Paita vi sono interessi particolari di alcune fasce economiche. Certamente vanno valutate complessivamente per un futuro positivo sullo sviluppo, lavoro e salvaguardia ambientale e le decisioni comunque vanno costruite informando i cittadini e con fasi di vera partecipazione diffusa evitando il dannoso decisionismo usato negli ultimi anni di governo della nostra città con i danni conseguenti sul mare e culla città. L’Autorità Portuale ed altre associazioni rilevano come il molo crociere sia previsto nel P.R.P ma non solo quello bensì anche la ristrutturazione del molo Italia e della Passeggiata Morin.

Diciamo la verità come è, se si deve dire la verità sul P.R.P, e non solo quello che conviene non si può fare come per  il carciofo che si sfoglia foglia per foglia;allora bisogna non tener conto solo degli interessi particolari. Pare che molti facciano finta di non vedere le violazioni che il P.R.P,strumento urbanistico di legge abbia subito e non solo sul waterfront ma anche con gli interramenti deliberati dal Comitato di Gestione Portuale di molto superiori a quelli che erano stati deliberati dalle leggi e con destinazioni d’uso in violazione di quanto previsto nello stesso P.R.P sulla funzione dei moli portuali. Vogliamo altresì far presente che l’attuale Autorità Portuale di sistema ligure orientale(la Spezia-Marina di Carrara) non ha fatto ancora fatto vere e proprie proposte per l’utilizzo integrato ed organizzativo dei due porti e pare sia ostaggio delle antiche pressioni di alcuni operatori portuali.

Per quanto riguarda la crescita della movimentazione dei containers nel porto di La Spezia pare invece trattarsi di una diminuzione dell’occupazione diretta ed indiretta tanto che su questo si dovrebbe fare una valutazione per mettere in evidenza le cause. Forse potrebbe trattarsi delle difficoltà del porto di Gioia Tauro sotto inchiesta per infiltrazioni mafiose e se molte navi vengono dirottate sui porti dell’alto Tirreno e quindi il tema va approfondito e devono essere date informazioni chiare alla città senza dare notizie per accrescere il protagonismo personale e di parte. Noi torniamo a ripetere che anche da noi come fanno ad esempio a Genova è fondamentale si torni a rivitalizzare lo strumento della partecipazione,cioè invitare i cittadini nei municipi per decidere sulle scelte strategiche del futuro.

Per Il Coordinamento Dei Quartieri Del Levante

Rita Casagrande

Per La V.A.S Onlus

Franco Arbasetti

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