Arbasetti e Casagrande: “Un errore costruire un pontile per il terminal crociere”

LA SPEZIA- Abbiamo constatato che i soliti personaggi sono sempre ingessati alla realizzazione di un molo crociere che è invece contraddittorio considerata la disponibilità attuale per la crocieristica di realizzare tre accosti funzionali collegati con una filiera organizzativa turistica sul territori ola quale si va certamente migliorata.
Infatti, tre navi da crociera che attraccano contemporaneamente ai  nostri moli sono un fatto positivo e concreto con livelli di accettabilità sostenibile e razionale che si calano positivamente sul territorio evitando criticità a rischio organizzativo.

Chi parla di retromare rincorre, evidentemente, la vecchia teoria del “o tutto o niente” senza minimamente considerare che a quel punto la crocieristica potrebbe avere invece un arretramento del suo valore considerando la presenza anche del porto commerciale e containers e si potrebbe anche produrre danni ambientali  di notevoli dimensioni.

Noi non siamo una città ed un territorio divisibile dal mare anche se dobbiamo creare un collegamento sia con la vallata del Magra e del Vara e qualcuno che avanza proposte di “retromare” valuti bene quali esperienze e quali costi e benefici hanno comportato alcune scelte decisionisti che,fatte sulle teste dei cittadini di La Spezia senza il minimo rispetto per un confronto partecipato.

Inoltre il P.R.P nella sua espressione di legge urbanistica è un piano complessivo e nella parte Waterfront parla di interventi davanti alla Passeggiata Morin(circa 90 metri)e del raddrizzamento Molo Italia con rischi evidenti sul moto marino,altro che adeguamento funzionale,necessita una valutazione vera approfondita e partecipata ossia quella che l’Autorità Portuale ha negato fino ad oggi.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante)
Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

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