“Siamo risorse, non sprechi”: il grido di lavoratrici e lavoratori della Provincia

LA SPEZIA- I dipendenti della Provincia, sostenuti dai Sindacati, hanno presidiato questa mattina il Palazzo del Governo, nell’ambito dello sciopero nazionale. “Chiediamo dignità, rispetto e certezza per il nostro futuro“, dicono. I dipendenti della Provincia erano 300, ma ne è rimasto circa un terzo: poco più di 100 persone a occuparsi di tutte le problematiche: strade, scuole, ambiente, trasporto pubblico. Grazie alla legge Del Rio molti (quelli con le maggiori competenze) sono stati trasferiti, ora lavorano presso altri enti e “qui siamo rimasti solo noi, chiamati fannulloni e lasciati da soli, inascoltati, spaventati perché non sappiamo cosa sarà del nostro futuro”. Sono lavoratori pubblici, ma con uno stipendio sempre a rischio: sì, perché nel pagamento degli stipendi ci sono ritardi anche di sei mesi. “Non chiediamo la luna” dicono ancora “vogliamo essere trattati come risorse, non come sprechi“.

Accanto ai lavoratori in sciopero, si è schierato il consigliere regionale Francesco Battistini, che ha dichiarato: “Voglio dire con forza che è necessario un passo indietro rispetto alla scellerata legge Delrio che, senza ridefinire le competenze, ha svuotato le Province delle risorse economiche necessarie. Tutto questo senza considerare che il voto contrario al referendum del 4 Dicembre l’avrebbe, nei fatti, resa inapplicabile. La nostra posizione, chiaramente definita nell’ordine del giorno che abbiamo sottoposto all’assemblea del Consiglio Regionale, prevede che si torni a fornire alle Province le risorse economiche necessarie sia alla gestione del personale che allo svolgimento delle attivita’ legate alle competenze in capo all’Ente, che si restituisca ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti nel Consiglio Provinciale e che si ridimensioni l’organico dell’ente, rimpinguandolo, perche’ sia adeguato alle esigenze legate alle competenze in capo alla Provincia. Si prenda atto del fallimento della riforma Delrio e di quella costituzionale voluta da Renzi e si agisca subito perché le Province tornino a erogare adeguatamente, ai cittadini, i servizi previsti”.

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