Chi deve controllare l’inquinamento acustico ed atmosferico la cui fonte principale e riconosciuta è l’attività portuale?

LA SPEZIA- Continua incessante l’inquinamento acustico ed atmosferico causato da un porto come quello spezzino che, unico in Italia, opera a poche decine di metri dalle abitazioni dei quartieri adiacenti. Dopo anni di promesse sulla fascia di rispetto per fare prevenzione sulle operazioni che si svolgono dentro al porto commerciale,ad oggi nulla è stato fatto cosicché alla sordità totale delle istituzioni, ormai decennale ed oltre, si aggiunge anche il caos organizzativo dell’entrata e dell’uscita dei mezzi pesanti su gomma dal porto. Insomma, siamo in una situazione divenuta insopportabile, segnata solo da annunci di interventi riparatori da parte dell’Autorità Portuale, ma che restano a livello di annunci senza risolvere nulla e questo fa sì che gli autotrasportatori, esasperati dalla situazione, suonino i clacson per ore ed ore sia per protestare sia con la speranza di interventi risolutivi.

In questa situazione le ricadute pesanti dell’inquinamento acustico sui cittadini dei Quartieri del Levante è ormai intollerabile nonostante da anni protestino civilmente, facciano petizioni e tutte le segnalazioni possibili ed immaginabili contro la sordità di chi dovrebbe far rispettare le leggi e le normative  relative alla prevenzione ed ai controlli per la salute.

Questa città pare proprio non riesca a cogliere i momenti positivi per intervenire sull’attività portuale in modo da mitigare i danni dati dall’inquinamento e per evitare di mettere in conflitto il diritto al lavoro col diritto alla salute.

Per Il Coordinamento Dei Quartieri Del Levante Rita Casagrande

Per La V.A.S Onlus (Verde Ambiente Società) Franco Arbasetti

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