Zucchero: dalla pianura alle vette del mondo

È un mese strano settembre, un mese di passaggio. Un mese dove l’estate finisce ma a volte si trascina per inerzia e dove l’autunno inizia ma in modo poco convinto. I campi hanno dato quello che dovevano dare e alla mattina iniziano a velarsi di una leggera foschia sospesa. Nel cuore della Pianura Padana, a Reggio Emilia, nel mese di settembre del ’55 nasce Adelmo Fornaciari che la maestra elementare chiamerà Zucchero. Passo dopo passo, come l’incedere di settembre, Zucchero diventerà una star internazionale della musica, ma andiamo con ordine. La sua vita si divide, ancora oggi, tra l’Alta Toscana e la regione di nascita ed il carattere concreto e ruspante di questo artista è qui che si forma. Portiere di calcio mancato e dottore in veterinaria mancato, un compagno di università lo fa appassionare alla chitarra decretandone, inconsapevolmente, un destino fortunato. Sì perché Zucchero, dopo una lunga ed insoddisfacente gavetta, è un cantante e musicista che vanta una serie di primati e di collaborazioni di prim’ordine. Dal 1970 all’81, quando vince a Castrocaro, sono solo bocconi amari ma questa vittoria gli apre le porte per Sanremo Giovani dove tuttavia arriva penultimo davanti ad un certo Vasco Rossi. Nel frattempo produce alcuni discreti successi per altri cantanti e la svolta arriva a Sanremo ’85 con “Donne”, brano non apprezzato da giurie e critica ma che spopola nelle radio e tra il pubblico. A trent’anni, il ghiaccio è rotto, la strada finora sempre in salita arriva al culmine, ed è in arrivo una discesa mozzafiato. Nei tre anni seguenti arriva il successo; torna a Sanremo con “Canzone Triste”, pubblica l’album “Rispetto”, lega con il già affermato Vasco ed al secondo album, “Blue’s”, fa bingo con canzoni come “Senza Una Donna”, “Con Le Mani”, “Non Ti Sopporto Più” e “Solo Una Sana E Consapevole Libidine”. Nel tour relativo a Blue’s, corona uno dei suoi sogni cantando insieme al suo idolo Joe Cocker, uno dei suoi punti di riferimento artistici. La soddisfazione per il grande successo finalmente raggiunto, fa da contraltare alla depressione in seguito alla separazione dalla prima moglie e, per superare questa fase, torna utile un grande tour in tutta Europa dove si afferma alla grande. Con “Oro, Incenso E Birra” arriva il primo record, è l’album italiano più venduto nel mondo e Zucchero si esibisce con giganti quali Ray Charles, Miles Davis, ancora Cocker e Dee Dee Bridgwater, ottenendo giudizi lusinghieri dallo stesso Charles. Il record di quest’ultimo disco, verrà battuto da quello che oggi è considerato l’artista italiano più famoso ed amato, Andrea Bocelli. Ironia della sorte, Bocelli, è stato scoperto e lanciato dallo stesso Zucchero. Delle innumerevoli collaborazioni ed esibizioni di Zucchero nel corso degli anni, vale la pena citare quelle con: Eric Clapton, Paul Young, i Blues Brothers, Buddy Guy, De Gregori, Sting, Mina, Fossati. Una citazione a parte per Luciano Pavarotti con il quale ha collaborato a lungo e per i Queen orfani di Freddie Mercury. Zucchero è stato sul punto di diventare il nuovo cantante della gloriosa band inglese, ha lavorato con Brian May e Roger Taylor che, colpiti dalla sua tecnica, lo hanno a lungo corteggiato. Lo stesso Zucchero ha dichiarato di non essersi sentito degno di sostituire un mito come Mercury ma si può intuire come la soddisfazione possa essere stata enorme. Negli anni, i successi si sono alternati a lunghe tournèe; Zucchero è stato il primo ad esibirsi oltrecortina dopo la caduta del muro suonando al Cremlino, a Cuba dove per l’occasione ha inciso una versione di “Guantanamera”, a New York, all’Arena di Verona, alla Royal Albert Hall di Londra. Ovunque ci sia una rassegna o manifestazione di rilievo mondiale, Zucchero è sempre invitato, con l’immancabile cappello in testa (ha una collezione imponente). Ha partecipato ai tributi per Lucio Dalla, per De Andrè e molti altri, è stato l’unico italiano sempre presente al Nelson Mandela Day. Non si è mai sottratto ad iniziative di beneficenza come ad esempio il concerto pro-terremotati dell’Emilia e tante altre cause nobili. Tra i tanti brani di successo, i più popolari sono “Per Colpa Di Chi”, “Diamante”, “Il Mare Impetuoso Al Tramonto”, “Blu”, la cover “Indaco Dagli Occhi Del Cielo”, “Baila Morena”, “Overdose d’Amore”. Una carriera sfolgorante quindi, iniziata tardi ma consolidatasi rapidamente. Una grande passione per il blues ed il soul, due generi che, combinati con la melodia italiana ed una giusta dose di pop e rock, hanno prodotto una fama internazionale indiscutibile. È uscito da un anno e mezzo l’ultimo lavoro, “Black Cat”, un ritorno alle sonorità di qualche tempo fa con il singolo “Partigiano Reggiano” trasmesso ad libitum da tutte le radio. Tra le tante canzoni inedite, dopo ben sei anni, c’è “S.O.S.”, brano che vede la partecipazione di Mark Knopfler, chitarrista e leader dei Dire Straits. Black Cat è stato promosso all’Arena di Verona con ben dieci date a settembre dello scorso anno. Già, settembre…

(Fabrizio Bordone)

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