Piano antenne, da “Sarzana, che botta!” appello a una tregua politica

SARZANA– Il prossimo gennaio saranno trascorsi tre anni da quando il Comitato Sarzana, che botta! ha avanzato la richiesta al Comune di dotare Sarzana di un Piano delle Antenne, che avesse come primo obiettivo la tutela della salute dei cittadini. Oggi a pochi mesi dalla fine della legislatura siamo molto preoccupati per lo stallo in cui l’iter di approvazione si trova. Nei mesi scorsi abbiamo rivolto critiche all’Amministrazione per non aver informato i cittadini, per non aver attivato una reale partecipazione, di aver adottato un Regolamento, fotocopiato da quello di Spezia, che recepisce le esigenze dei gestori, trascurando l’obiettivo primario della tutela della salute. Siamo stati lusingati dall’apprezzamento dei gruppi di opposizione in consiglio comunale per il nostro impegno. E li ringraziamo. Nel contempo abbiamo apprezzato la conversione del PD a due nostre proposte del 2015: attivare il monitoraggio periodico delle emissioni, stipulando accordi con Arpal, e mettere a disposizione dei cittadini i dati sull’inquinamento elettromagnetico. Abbiamo apprezzato anche l’impegno di valutare con attenzione le osservazioni e di accogliere quelle più rispondenti al doppio obiettivo di assicurare la copertura del servizio di telefonia e la salvaguardia della salute. Ma se questa è la reale volontà del PD e dell’Amministrazione, non si può pensare che ciò avvenga in consiglio comunale il giorno del voto sulle osservazioni. Ci sono questioni tecniche (ad esempio la copertura del segnale) e amministrative (la scrittura di un nuovo Regolamento), che vanno affrontate per tempo. E il tempo che ci separa dalle elezioni non è molto. Per questo rivolgiamo un appello a maggioranza e opposizione a deporre per un paio di mesi le armi della contesa elettorale nell’interesse della città e della tutela della salute dei sarzanesi applicando rigorosamente il principio di precauzione.
Per riformare il Piano con un’adeguata partecipazione di giunta, consiglio comunale e cittadini il percorso più idoneo è la procedura di Valutazione Ambientale e Sanitaria con un dibattito pubblico che, se gestito bene, si può concludere in un paio di mesi. Per fare questo occorre che il Comune si doti quanto prima di un ufficio di VAS autonomo dall’ufficio tecnico che ha redatto il Piano. E’ un obbligo di legge. Come Comitato Sarzana, che botta! siamo disposti a offrire la massima collaborazione, mettendo a disposizione le conoscenze acquisite,  nell’interesse della città.

 

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