LOPEZ E VOLPI: FUOCHI D’ARTIFICIO di Marcello Delfino

La Spezia –

La notizia della settimana è senza dubbio l’arrivo di Gilardino.

A prescindere dal contributo che potrà dare, ci troviamo di fronte ad un evento davvero inusuale.

Mai infatti, nella storia recente dello Spezia, un personaggio di tanto prestigio e con un tale palmarès ha vestito la maglia bianca.                                            Più che giustificata, dunque, la calorosa accoglienza dei tifosi.

La sorpresa è comunque relativa in quanto il nostro patron ci ha ormai abituati a questi gesti estemporanei, ai fuochi di artificio non appassionandosi troppo alle programmazioni seriose, grigie ed anonime.

E’ un gran bel regalo che, ci auguriamo, sia anche utile se l’obiettivo è quello di partecipare ad un campionato con qualche ambizione in più di quelle fino a qui realisticamente dichiarate.

Siamo ancora una volta riconoscenti a Volpi, “vergin di servo encomio “, senza eccessi adulatori che, talora anche un po fantozzianamente, capita di leggere sulla carta stampata.

Questa premessa, obbligata e doverosa, ci consente di spendere qualche riga in meno a commento della vittoria di sabato con il Bari.

Ancora una volta, accade fortunatamente spesso fra le mura di casa, il risultato ci ha gratificato, certamente oltre il merito.

Basterebbe ricordare e riferire i commenti che un pubblico annoiato e sfiduciato dispensava alla fine del primo tempo per stupirsi all’ascolto degli euforici “peana” degli addetti ai lavori a fine gara.

Se la dea bendata non avesse garantito al pallone, peraltro colpito in perfetta coordinazione dal collo del piede di Lopez, quella traiettoria pressoché perfetta, angolata abbastanza da oltrepassare le dita protese del portiere barese ma non troppo da superare il palo sul cui interno la sfera si è adagiata per poi andare a scuotere la rete ed un pubblico esplosivo ed incredulo, saremmo qui ad imprecare per una squadra che non ha una logica, con un centrocampo sempre più inadeguato che non protegge una difesa balbettante e perfino ingenua da parte di chi non te l’aspetti, Capelli per esempio, e che non ispira un attacco che vive di rari acuti velleitari ed inconsistenti.

Sentire l’allenatore, al termine della gara, dichiarare di avere visto la partita perfetta fa inoltre dubitare seriamente della adeguatezza della guida tecnica.

Ma nel calcio il risultato, forse giustamente, conta più di qualunque discussione.

Alla faccia di un Bari che non ha poi fatto granché per vincere una partita che ha giocato meglio, soprattutto nel primo tempo, senza peraltro poter imprecare troppo contro la sfortuna avendo confezionato, in fondo, un paio di occasione da rete e niente di più.

E se per una volta l’arbitro non ha visto o non ha fatto in tempo a vedere un braccio forse un po’ largo di Ceccaroni, ebbene varrà per quando lo vedranno largo anche se stretto, cosa che certamente succederà.

Abbiamo letto dell’intenzione del mister di confermare definitivamente De Col fra i centrali di difesa e per la verità ciò desta qualche perplessità visto che quel reparto presenta un vero pienone e che così facendo si priva la squadra di un contributo sulla fascia destra, dove, al contrario, non abbondano i cursori, e dove l’impiego di De Col è sempre stato, non solo per l’impegno sempre profuso, se non strepitoso, certamente dignitoso.

Anche dall’altra parte dello schieramento la squadra soffre della insufficiente capacità di penetrazione di Lopez che tuttavia si fa applaudire per la passione e la generosità che esaltano un pubblico particolarmente sensibile a questi valori. Se poi fa anche quei gol……apriti cielo.

I ragazzi galleggiano a centro campo dove Pessina fa qualche passo avanti sul piano dell’agonismo adattandosi alle crudezze della categoria ed esprimendo sempre meglio il suo bagaglio tecnico davvero importante. In quel settore si patiscono inoltre le maggiori defaillances a causa degli infortuni.

Si allungano i tempi di recupero di Juande e si registrano infortuni che avvengono durante la settimana. Almeno così pare, altrimenti non si capirebbero i motivi che giustifichino l’affaticamento di Bolzoni o il forfait di Giorgi.

Il reparto avanzato è come un autobus dove il guidatore, alla fermata, incoraggia i passeggeri sollecitandoli con il proverbiale: “avanti c’è posto !”.

Ora la competizione sarà ancora più aspra con l’arrivo di un pezzo da novanta e speriamo che tutta la squadra ne risenta positivamente sia sul piano del gioco che su quello della convinzione e della fiducia dei propri mezzi. Anche indipendentemente dai mezzi.

Marcello Delfino

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