Scalinata Cernaia, stravolta e senza alberi. Così muore la nostra storia

LA SPEZIA – Stamani è stato tagliato l’albero centenario, piantato nel 1905, l’ultimo rimasto nella parte alta della scalinata, che neppure Federici aveva potuto tagliare perché non in classe di rischio.
Questo atto d’esordio della giunta Peracchini arriva dopo un incontro tenutosi a luglio dell’Assessore Piaggi con 13 rappresentanti del Comitato assieme a Baldino e Guerri come “garanti” in cui l’assessore s’era impegnato a fissare un incontro con noi e la Soprintendenza per trovare una soluzione per il salvataggio dell’albero.
Né Piaggi, né i “garanti” hanno mantenuto l’impegno e l’incontro, nonostante nostre sollecitazioni, non c’è mai stato.

Il Comitato, che da 7 anni si batte per un restauro rispettoso dei vincoli del monumento, esprime tutta la propria indignazione nel vedere disattesi gli impegni congiuntamente sottoscritti in tutela delle alberature e dell’assetto architettonico originario della Scalinata.

L’assetto e l’aspetto originari della scalinata sono stati completamente stravolti!
Quando a settembre sono ripresi i lavori abbiamo scoperto anche che si stava praticando il famigerato scavo centrale della fognatura (che era stato scongiurato da accordi con la precedente amministrazione).
Inoltre nella parte centrale, un tempo in terra battuta, si è fatto uso spropositato di malta, inserendo blocchetti di pietra massicci e fatti in serie, da supermercato, su una scalinata storica; i blocchetti sono stati posati su una gettata di malta e non, come concordato, a secco con sabbia e pietrisco; in tal modo si rende impermeabile la parte centrale, originariamente in terra battuta, aumentando il rischio idrogeologico e non assicurando il drenaggio e l’acqua alle radici delle (future) piante.
Le pietre antiche (che dovevano essere stoccate scientificamente) sono state malamente spezzate (a picconate?) nel mese di luglio e sono in parte sparite, in parte sono state rimesse in posa con orribili fughe in cemento a coprirne le lacune.
Pezze in cemento bianco liscio fanno la loro orrenda comparsa ovunque siano state bucate le murature storiche scure, un tempo decorate a finto bugnato.
Questi lavori, così progettati e condotti, come possono venir tollerati da una Soprintendenza tanto pignola da proibire l’utlizzo di un supporto come un puntello, universalmente utilizzato da tutte le Soprintendenze d’Italia (compresa l’area dello spezzino)?
Come l’Ente preposto alla “tutela”, può tollerare che un sito monumentale venga smantellato e sembri preso d’assalto da un’orda di barbari?
E il Comune, che ha dichiarato di voler valorizzare la scalinata, come pensa di farlo dopo averla distrutta?

Da ultimo il taglio dell’albero storico, dichiarato da Sani “di pregio” e “salvabile con un banale puntello”, sancisce la morte definitiva di qualsiasi prova di partecipazione questa Giunta voglia far credere di mettere in piedi.

Per il Comitato
Paolo Bracco, Irene giacché, Mauro Maraschin, Paola Polito, Roberto Venturini

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