È scomparsa la scrittrice spezzina Chiara Bodrato. Giuseppe Rudisi la ricorda

LA SPEZIA- È appena scomparsa Chiara Bodrato, scrittrice spezzina e silenziosa benefattrice. Quando un anno fa  le chiesi se voleva pubblicizzare “Foederis Arca”, la sua associazione benefica, mi rispose di no. Aiutava chi aveva bisogno senza clamori e senza dire in giro: “io faccio questo, io faccio quello.” In silenzio Chiara ha portato un po’ di bontà in questo mondo. In silenzio e con umiltà. E quando pubblicai il semplice comunicato della presentazione del suo libro, mi scrisse una mail per ringraziarmi: un gesto che mi colpì molto, perché non avevo fatto nulla di speciale, solo il mio compito di redattrice. Non capita tutti i giorni una mail personalizzata di ringraziamento per così poco.

Una delle persone che ha avuto la possibilità di conoscerla nei suoi ultimi anni è Giuseppe Rudisi, scrittore e giornalista, a lui ho chiesto una testimonianza su questa donna.

“ È da pochi anni che la conosco. Ho scoperto su internet che era una scrittrice e che aveva ambientato molti dei suoi “Racconti Spezzini” al Canaletto, che è il quartiere dove sono cresciuto. Ho sentito l’esigenza di conoscerla e le ho telefonato chiedendole un incontro. Mi ha ricevuto nel suo studio: mi sono trovato di fronte un personaggio unico dotato, nonostante l’età avanzata, di grande energia, dai modi bruschi e severi, molto colta, sempre pronta, durante le conversazioni  ad arricchirle con citazioni appropriate tratta da testi religiosi o filosofici che conosceva a menadito. Tra noi si è subito creato un feeling straordinario avendo in comune la passione per la scrittura. In quel frangente ho scoperto la sua già copiosa opera letteraria che con ritmi da Camilleri ha negli anni successivi arricchito con altri cinque romanzi. L’ultimo da lei edito nel Luglio scorso è “La fine dell’avventura” il cui titolo, oggi, sembra una premonizione della sua dolorosa uscita di scena. Il primo suo romanzo che ho avuto la fortuna di leggere è “Rosa Stein”. Tra tutti lo ritengo il suo capolavoro. E’ la storia delle sorelle Stein che perirono in un lager tedesco. Nonostante Edith Stein sia il personaggio famoso grazie ai suoi studi filosofici l’attenzione di Chiara è tutta per l’altra sorella a cui si sentiva intimamente legata. Il romanzo è di un ritmo incalzante, viene tratteggiato il percorso di vita delle due sorelle e dei loro amici fin dalla loro infanzia dall’avvento del nazismo fino al loro epilogo. Fui talmente affascinato da quel romanzo ormai introvabile che la convinsi a ripubblicarlo (ed. ilmiolibro) e a concedermi il privilegio di presentarlo pubblicamente al Centro Civico del Canaletto alla sua presenza. Fu un evento memorabile e grazie a Claudia restano dei piccoli video dove emerge tutto il suo temperamento, la sua fede incrollabile e il suo amore per la letteratura e l’arte. Ebbi ulteriori occasioni di presentare i suoi successivi romanzi. Uno di questi fu la biografia romanzata di suo zio: Giuseppe Bodrato, grande pittore del secolo scorso. In quella presentazione ci fu un bellissimo intervento del critico d’arte Valerio Cremolini che descrisse in modo incomparabile l’arte del raccontare propria di Chiara.

Ebbi molte occasioni di confrontarmi con lei su temi religiosi. Eravamo agli opposti, ma mi colpiva la sua religiosità razionale molto supportata da profonde meditazioni su letture di testi filosofici e teologici. L’altro aspetto che ha caratterizzato Chiara è la carità. Lei era “Foederis Arca”, l’associazione caritatevole che si occupava dei bisognosi. Molte persone bussavano alla sua porta. Nei giorni stabiliti c’era cibo, vestiti e altri generi di conforto. Inviava materiale presso missioni in Africa e mi ricordo di averla aiutata ad effettuare un bonifico internazionale a favore di un condannato a morte negli Stati Uniti. Io di queste sue attività che manteneva nel riserbo ne so molto poco,  credo che facesse molto di più di quanto ci si possa immaginare.”

Chiedo a Giuseppe di dirci ancora qualcosa di Chiara:  “Teneva molto al suo ultimo romanzo ,“La fine dell’avventura.” Quasi mi costrinse a presentarlo lo scorso 19 agosto a Sarzana insieme a Susanna Musetti che è la presidente di un importante premio letterario di cui Chiara era una severa giurata. Purtroppo a quella presentazione lei non aveva potuto partecipare, nonostante la sua assenza, Susanna e io siamo riusciti a dare il giusto valore a quel suo nuovo romanzo che ci ha lasciato, un’ennesima testimonianza del suo stile narrativo dinamico dove il bene e il male si rincorrono inesorabili finché, quest’ultimo, sarà sconfitto.”

Rimpianti?
“Nonostante il suo riserbo naturale doveva essere più conosciuta in città per le sue opere letterarie e per l’attività caritatevole in cui si è profusa. In questi giorni si apre un festival letterario, come per gli negli anni passati a nessuno degli organizzatori è venuto in mente di far conoscere il mondo letterario di Chiara che in Spezia e nella sua storia ha profonde radici.

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