Caratozzolo (Per la nostra città) risponde a Melley sul PUC

LA SPEZIA- Sul PUC Guido Melley si fa le domande e si da le risposte da solo. Quando dice infatti che “La discussione ideologica sul PUC non ha senso. Dobbiamo al contempo salvaguardare la tutela del territorio e del paesaggio e consentire uno sviluppo armonico all’edilizia privata, settore importante dell’economia spezzina. Per questo, la discussione sul PUC deve essere di merito.” Mi trova perfettamente d’accordo.

Dove non lo siamo è sull’avere sollecitato, per esempio, la sua approvazione,  proprio in dirittura di mandato dalla giunta Federici, in modo affrettato e  raffazzonato,  per  evitare alcune specifiche situazioni,  quali per esempio quella dell’ipotetico nuovo centro commerciale nell’area ex Sio. Una situazione per l’appunto specifica, è bene ricordarlo, creata ad hoc, proprio per consentire alle forze più vicine alla ex-maggioranza di votare quel PUC, passando quasi da salvatori della patria, dimenticando come si fosse giunti alla elaborazione di quel piano, ovvero senza, tanto per cambiare, un reale percorso partecipativo con le diverse rappresentanze cittadine.

Melley nella sua nota parla per esempio dell’importanza strategica del molo crociere, stralciato dal PUC approvato dalla precedente maggioranza, e anche in questo caso finisce per darsi una risposta circa l’inadeguatezza di un piano  redatto in più punti per  accontentare o scontentare di volta in volta gli amici o i nemici., in questo caso evidentemente l’A.P. Ovvero quanto di peggio si può fare quando si è chiamati a governare una città. Dunque , piacerebbe anche a me che sul PUC si facesse chiarezza.

Ma con premesse diverse da quelle del Consigliere Melley.

Vorrei che si evitasse per una volta almeno, l’applicazione della politica del ”meno peggio” tanto cara a molti esponenti della sinistra “meno peggio” per  l’appunto. Quella sinistra che in passato  proprio in  nome di questo principio  poco sano, ci hanno regalato piani strategici in cui sono proliferati  centri commerciali come le Terrazze, autentica spina nel fianco del commercio del centro, o ancor peggio, I Centri Kennedy, ovvero mastodontiche  creature, nate già morte. Sul PUC  dunque, meglio ragionarci un attimo in più invece che votarlo  o farlo votare, come ammette di aver fatto  Melley, non perché lo si credeva adeguato, ma solo per evitare qualche scempio, che sarebbe bastato stralciare a suo tempo dal contesto generale.

Massimo Baldino Caratozzolo – Per la nostra città

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