Inquinamento navale. Savona aderisce all’iniziativa per trasformare il Mediterraneo in una zona ECA (Emissions Control Area). E La Spezia?

SAVONA – Nel Consiglio comunale del 28 settembre, in risposta all’interpellanza che chiedeva al Sindaco savonese Ilaria Caprioglio di aderire alla richiesta  di trasformare anche il Mediterraneo in una zona ECA (Emissions Control Area), l’assessore Santi ha risposto che il Comune aderirà alla iniziativa nazionale ideata dal Sindaco di Civitavecchia. 

Santi ha apprezzato la proposta che dovrebbe contribuire a salvare il Mediterraneo e, in particolare, dovrebbe migliorare nettamente le condizioni delle Città portuali, dichiarando che nei prossimi giorni l’Ufficio Ambiente del Comune di Savona preparerà la lettera con la richiesta da inviare al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Questo è un tema grande, sovracomunale e addirittura sovranazionale, ma è ora che ci si cominci a muovere. E, a quanto pare, su questo tema, Savona sta dando dei segnali.

Auspichiamo che anche alla Spezia la giunta aderisca.

Ecco il testo dell’interpellanza:

“Al Sindaco di Savona dott.ssa Ilaria Caprioglio

e al Presidente del Consiglio comunale dott. Renato Giusto

Savona, 12/9/ 2017

Oggetto: Interpellanza sulla richesta di numerose Città portuali di istituire una zona ECA (Emissions Control Area) nel Mediterraneo.

Richiedente: Daniela Pongiglione (Noi per Savona).

CONSIDERATO CHE

• ancora oggi nel Mediterraneo gli operatori marittimi utilizzano per le loro navi un combustibile pesante e solforoso che provoca l’inquinamento dell’ecosistema marino;

• l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel documento “Trasporto marittimo e gestione ambientale nelle aree portuali italiane” (17/5/ 2016) ricorda la Convenzione MARPOL (1973 e 1978) relativa alla prevenzione e minimizzazione dell’inquinamento dell’ecosistema marino da parte delle navi, con l’Annesso VI (1997) rivolto alla protezione dall’inquinamento atmosferico creato dalla navigazione marittima;

• sono già state istituite come Aree ECA: il Mar Baltico (2005), il Mare del Nord e il Canale della Manica (2006), il Nord America e le Hawai (2012), porto Rico e le Isole Vergini (2014), aree in cui i limiti alle emissioni prodotte dal trasporto marittimo sono più stringenti di quelli ammessi a livello globale (ad es. il tenore di zolfo consentito nelle aree ECA , a partire dal 1° gennaio 2015, è 0,1%, mentre nelle altre aree è 3,5 %);

TENENDO CONTO CHE

• sono necessarie norme più severe sulle emissione delle navi nel sud Europa, poiché le principali rotte marittime dall’Asia verso l’Europa e l’America attraversano il Mar Mediterraneo e, secondo le previsioni, il traffico navale è destinato a crescere fino al 250% entro il 2050;

• tutto il traffico marittimo commerciale e crocieristico crea problemi di inquinamento atmosferico locali nei numerosissimi porti degli scali, come ben sanno anche gli abitanti della nostra Città;

AVUTA NOTIZIA CHE

• nel mese di marzo 2017, nel Gruppo di lavoro del Consiglio d’Europa, la Francia ha proposto di far diventare il Mar Mediterraneo un’area ECA;

• il 28 marzo 2017 si è svolta a Roma la Conferenza internazionale “Riduzione dell’inquinamento da navi nel Mar Mediterraneo” (organizzata da Associazioni ambientaliste europee). Al termine dei lavori, è stata firmata la “Convenzione di Roma”, documento che sostiene fortemente l’istituzione dell’area ECA come “un passo atteso da tempo per ridurre l’inquinamento atmosferico prodotto dalle navi in modo significativo. […] I Paesi del Nord Europa hanno standard molto stringenti da anni, mentre le persone e l’ambiente dell’Europa meridionale devono ancora soffrire a causa delle emissioni dei gas di scarico”;

• il Sindaco di Civitavecchia, sulla scia di tale documento, ha scritto al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiedendogli di attivarsi per l’istituzione di una zona ECA nel Mediterraneo e ha invitato tutti i Sindaci delle Città portuali a fare altrettanto,

SI INTERPELLANO IL SINDACO E LA GIUNTA

per sapere se intendano seguire tale invito, rivolgendo una precisa richiesta in tal senso al Presidente del Consiglio italiano.”

fonte: Ninin Liguria

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