IL NUOVO PUC È VIVO ED E’ IL BUON FUTURO DELLA NOSTRA CITTÀ intervento di Delfino, Lombardi e Ruggia

La Spezia –

Cosa vuole fare la Giunta Peracchini: far costruire nuovamente in collina ? sdoganare nuove grandi strutture di vendita ? nuovo cemento in mare ? nuovi ecomostri ?

Lo scorso 29 agosto è scaduto il termine delle osservazioni sul PUC adottato ad aprile 2017, prorogato di 30 giorni proprio dalla Giunta Peracchini.

Precisiamo, prima di tutto, che il Puc (Piano Urbanistico Comunale) adottato, quello del 2017, è vivo. Non esiste insomma alcun atto che lo abbia cancellato, e non poteva essere diversamente.

Al di là di slogan da campagna elettorale, ormai finita, l’Amministrazione comunale non ha fatto sapere quali opinioni abbia, se ne ha, sia sul Puc che sulla visione del futuro della città.

Per rimanere sul PUC pare importante sapere cosa pensi l’Amministrazione in merito, per esempio, alle posizione espresse di recente dal Collegio Provinciale dei Geometri e da Ance La Spezia, finalizzate a riconquistare la libertà di cemento sulle nostre già sofferenti colline.

Il Sindaco ha un pensiero su questi temi ?

La nostra opinione è che, in un mondo sempre più superficiale e raffazzonato, il nuovo Puc rappresenti un condensato di competenza e professionalità e tratteggi, con un salto di qualità responsabile ed avanzato, una dimensione del futuro della città sicuramente più attenta agli interessi generali piuttosto che a quelli di pochi.

Proprio per queste qualità il Puc 2017 ha raccolto un consenso ed un apprezzamento diffuso, dopo essere stato sottoposto al giudizio di una partecipazione vera, per una volta valorizzata, ascoltata e rispettata. Una partecipazione che ha visto protagonisti cittadini e portatori di interessi nel corso di decine e decine di riunioni, tutte verbalizzate, un confronto vero con centinaia di persone in carne e ossa.

E’ un piano che ferma l’assalto del cemento alle nostre colline sventando ipotesi di nuove ferite al buon gusto ed al buon senso oltre che alla salute dei cittadini, che impedisce la realizzazione di ulteriori grandi strutture di vendita, e inibisce altre violenze al nostro mare con nuovi tombamenti.

Anzi, prevede strumenti per la rigenerazione della città, la ricucitura dei tessuti sfrangiati, la ricomposizione urbana, il recupero ed il riutilizzo del patrimonio immobiliare esistente con particolare attenzione agli equilibri ambientali e per il miglioramento della vivibilità e il ritorno alla centralità dei quartieri.

La nostra è una città che non deve più allargarsi e risalire le colline ma deve riorganizzarsi al proprio interno, recuperando le risorse del patrimonio edilizio esistente sicuramente sufficienti a dare risposte a chi ha bisogno di casa.

Chi crede, o fa finta di credere, che il rilancio dell’edilizia passi solo per colate di cemento mostra dimostra di non avere le sensibilità adeguate per stare al passo con i tempi.

Tutta la letteratura tecnico scientifica e accademica nazionale, i disegni di legge depositati in parlamento, le direttive europee, le prese di posizione della stessa Ance anche a livello nazionale sono in grande sintonia nel traguardare la riqualificazione della città piuttosto che nuove espansioni, sono orientati, all’unisono, per il recupero del patrimonio edilizio esistente e non per uso di nuovo suolo.

Dobbiamo preservare quello che è rimasto, è un dovere per ciò che dobbiamo alle nostre radici ed al vissuto della nostra città ed una grande opportunità nel contesto dell’attuale sviluppo turistico.

Un Parco della collina favorirebbe e incrementerebbe il turismo anche escursionistico, sarebbe la giusta mitigazione del rischio idrogeologico attraverso interventi mirati che favorirebbero, anche per chi non ci vuol credere, il volano sia per il rilancio dell’edilizia e anche una convincente incentivazione alla coltivazione della terra.

L’industria utilizzi le aree ad oggi a lei dedicate a cominciare da quelle che la dismissione della Centrale Enel lascerà libere, naturalmente dopo averle adeguatamente bonificate.

Ma dalla Giunta che notizie si hanno ? Cosa vuole fare ? Costruire in collina ? Riproporre i mega interventi: grandi strutture di vendita , mega palazzi come quello di Valdellora, e nel’Enel un parco acquatico ? E magari un altro po’ di cemento in mare per il molo crociere ? Vuole raddoppiare l’edificabilità complessiva del puc 2017 riportandola a quella del PUC precedente ?

Le tre navi da crociera che in settembre abbiamo visto nel primo bacino testimoniano quanto sia inutile la realizzazione del molo crociere, opera che tomberebbe nuovamente il mare in maniera, ahinoi, irreversibile.

Il Puc rappresenta la città che vorremo in futuro, una città che si organizza per rispondere ai propri bisogni senza farsi del male, una città che guarda al futuro allineata ai modelli più avanzati dello sviluppo sostenibile e va pertanto difeso da chi, in nome di un tipo di sviluppo vecchio, logoro e superato, pur di servire visioni miopi e senza futuro, rischia di portarci indietro di qualche decennio.

Marcello Delfino, Massimo Lombardi, Cristiano Ruggia

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