CPS Follo: “Progetto di Vicchieda inopportuno. Il territorio va curato, non rivoltato”

FOLLO- Alcuni cittadini residenti nella frazione di Piè di Costa, insieme alla consigliera comunale Valeria Fregosi (Cittadini Partecipi e Solidali), hanno avuto un incontro con il Sindaco Giorgio Cozzani, in merito ai lavori del progetto, di cui la consigliera Fregosi chiese documentazione già nel 2015, di “Intervento di riqualificazione ambientale  con consolidamento idrogeologico e realizzazione di viabilità rinnovata e un parcheggio in località Vichieda”, che la ditta Nec ha chiesto ed ottenuto di realizzare.

Attualmente i lavori, iniziati lo scorso maggio, sono fermi, in seguito ad una verifica documentale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale dei Carabinieri della Spezia, che ha evidenziato come l’autorizzazione fosse scaduta, pertanto gli uffici comunali hanno provveduto a sospendere. Attualmente la ditta ha ricorso al TAR per poter riprendere l’opera, e si attende a giorni la sentenza.
Ciò premesso, riteniamo doveroso sottolineare come i cittadini, durante l’incontro con il sindaco, abbiano manifestato la loro forte contrarietà, in primis nel metodo, poiché nessuno ha messo in condizioni tale cittadinanza di essere a conoscenza dell’inizio dei lavori  e  soprattutto nel merito del progetto, causa di grande apprensione per la realizzazione di un’opera che comporta il riempimento di un canalone con migliaia di metri cubi di materiale inerte fino al livello della strada provinciale. Su questo riempimento verrà poi realizzata una nuova strada di accesso alla frazione di Vichieda, un parcheggio ed un’area attrezzata. In fondo a questo canalone, il Fosso del Burrone, sono presenti delle sorgenti che in parte vengono portate in superficie e le altre incanalate ed intubate, fino a sfociare nel Gorda.
Le forti perplessità espresse dai cittadini, accolte peraltro dalla consigliera Fregosi, sull’opportunità di tale opera, sta nel controllo del materiale conferito e nella verifica sulla sua non nocività, e sulle condizioni idrogeologiche che tale intervento comporterebbe, visto il verificarsi di eventi atmosferici sempre più inusuali, come quelli dell’alluvione del 2011, o quelli recenti di Livorno ci insegnano che meno si va ad impattare sull’ambiente, ad intubare le sorgenti primarie, meno rischio di avere danni idrogeologici.
I cittadini oltre a richiedere varie delucidazioni hanno domandato con forza che l’Amministrazione si adoperi affinché non vengano più ripresi i lavori e che venga accantonato il progetto.
Il Sindaco ha tenuto a precisare che si tratta di un progetto privato, probabilmente dimenticando il ruolo di controllo e valutazione che la pubblica amministrazione sottende ed esercita ai sensi dell’art.41 della nostra Costituzione. In ogni caso il sindaco ha tenuto ad evidenziare gli studi  dei vari professionisti di cui consta l’opera, aggiungendo che se si dà retta alle preoccupazioni non si fa più niente, non si eseguono più opere. Ciò nonostante, rispondendo alle domande incalzanti della consigliera e dei cittadini che gli chiedevano delucidazioni su come si sarebbe intervenuto sulle acque sorgive presenti, ha risposto di non ricordare nessuna presenza di sorgenti, memoria poi risanata dai tecnici comunali, i quali ne hanno confermato la presenza ( come da relazione tecnica e geologica), e quindi suggellando i timori della cittadinanza.
Al termine dell’incontro alcuni cittadini hanno affermato di sentirsi vittime sacrificali a loro insaputa e che metteranno in atto qualsiasi mezzo di dissuasione se verrà portato avanti il progetto. I Cittadini Partecipi Solidali, coerenti alle loro linee programmatiche, ribadiscono la loro contrarietà alla cementificazione e a progetti con grande impatto su un assetto idrogeologico già delicato, in un contesto di cambiamenti climatici che consiglierebbe prudenza e maggior raziocinio. Pertanto ci auguriamo che la sentenza del TAR si pronunci per una sospensione del progetto e che il nostro Sindaco, che ama definirsi “Buon padre di famiglia” si ricordi di non far figli e figliastri, ma ormai ha abituato la comunità follese.
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