Aggregazione Acam-Iren, un referendum consultivo per impedirla

LA SPEZIA- Cittadinanza Attiva- Comitato Acqua Bene Comune ha presentato questa mattina in Comune le firme per richiedere un referendum consultivo contro l’aggregazione Acam-Iren. “Abbiamo raccolto molte più firme di quante ne servissero e ne presentiamo quasi 200″ hanno dichiarato i membri del Comitato. “Se la nostra richiesta verrà approvata, poi ci attiveremo per la seconda raccolta firme, quella per indire il referendum e lì ne serviranno 3500″.

Portavoce del gruppo di cittadini è l’avvocato Rino Tortorelli, che ha dichiarato: “Iren è un colosso in maggioranza privato, che dall’acqua vuole solo ottenere dei profitti. Inoltre del colosso fanno parte grandi città, i nostri sindaci conteranno ben poco e ancora meno voce in capitolo l’avranno i cittadini. Proprio a loro vogliamo dare voce con questo referendum“. I numeri parlano chiaro, Acam Acque sta risalendo di anno in anno: “Ora che l’azienda è sulla via del risanamento, dobbiamo venderla a un’altra che non se la passa proprio bene?” chiede Tortorelli.

Iren, infatti, si legge nella nota diffusa, ha un debito finanziario a lungo termine pari a 2,5 miliardi, tanto da essere stata declassata, nel 2015, dall’agenzia di rating Fitch al livello BBB-.
Dovendo rientrare del debito, c’è il rischio che aumentino le bollette, come è successo nel passaggio da Acam gas a EniGas.
Inoltre, si presenterà il problema-lavoro. Per cinque anni Iren ha assicurato che i dipendenti non perderanno il loro posto, ma dopo cosa succederà? Per tutte queste ragioni (e anche perché il volere degli italiani, che nel 2011 hanno deciso che l’acqua dovesse restare pubblica, deve essere rispettato) sono state raccolte queste firme.

La decisione di aggregare Acam e Iren era stata presa (e votata) dalla precedente Giunta: il Comitato non ha ancora parlato con la nuova Amministrazione, ma Tortorelli ha dichiarato che presto verrà richiesto un incontro con il Sindaco e l’Assessore alle Partecipate; l’essenziale è che si sappia che c’è un gruppo di cittadini che lotta per i diritti di tutti.

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