IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI di Menippo di Gadara

La Spezia –

Tornato dalle ferie nella mia terra natia, la Palestina, ho ritrovato la città di sempre, ma…..sempre peggio.

Eh già, si dice che non c’è mai fine al peggio, ma non ci si vuol credere e allora ci si rimane male quando si scopre che è proprio così.

Dalle ferie è tornata anche la fatalona di Vezzano, la già assessora del centrosinistra passata a pieni voti nel centrodestra.

E’ stata in vacanza in Slovenia e, al rientro, ha riferito compiaciuta che in quel Paese non ci sono immigrati, poveri, arabi, marocchini e neppure quei giovanottoni senegalesi ed ivoriani che popolano le nostre strade. Era entusiasta.

Quando si dice fare buon viso a cattivo gioco.

Ma dopo aver espresso queste alte espressioni valoriali, d’altronde il suo primo partito, se non ricordo male, è stato proprio l’Italia dei Valori, visto che non le han fatto fare l’assessore, si è dedicata anima e corpo nella sua attività promozionale di “matrimonispeciali”.

La “ratio” dell’impresa non consiste tanto nel benedire le unioni diciamo non tradizionali, ma di fare celebrare i matrimoni in luoghi non convenzionali: allo stadio, in passeggiata Morin, ai giardini, nelle paludi di Piazza Verdi.

Escludendo il Cimitero, non sarebbe di buon auspicio, andrebbe bene ovunque, anche l’Ospedale o perfino l’Istituto di riabilitazione Don Gnocchi dove c’è un bar già attrezzato per l’eventuale ricevimento.

Quando si dice il senso degli affari.

C’eravamo lasciati con la strategica disposizione sul campo dei rangers dello sceriffo Albert “Red” Pagliari per presidiare le piazze della città e difenderle dall’invasione dei poveri. Di colore.

Ebbene i ragazzotti colorati irridono allegramente le forze municipali – ma al traffico chi ci pensa ? – e appena finisce il piantonamento, si ripresentano sorridenti con il loro armamentario da vendere ed i loro splendidi denti bianchissimi e restituiscono il loro colore alle nostre piazze.

Tornano alla mente le note dell’inno di Garibaldi che a scuola, ahimé, non viene più insegnato ai ragazzi.

“Si scopron le tombe si levano i morti…..” è l’incipit, se non ricordo male, ed è tornato Bracerini fra noi.

Pensavamo di averlo archiviato ed invece, più scatenato che mai, è andato a farsi conoscere anche a Cortina. D’Ampezzo. Anche noi, purtroppo, lo conosciamo. Da un pezzo.

Ma lui non ci sta, protesta, non è nostalgico, anche se si fa ritrarre dietro lo stendardo del Msi e la gigantografia di Almirante, noto antifascista combattente, e se come indirizzo mail non ha di meglio che inventarsi “facener”.

Quando si dice la casualità.

E intanto Gino non la manda giù.

Mentre i consiglieri piddini si azzuffano per la Commissione toponomastica, si prepara il funerale della scalinata Cernaia.

Quel tratto della città che ci faceva assaporare vagamente un po’ dell’aria di Montmartre sarà definitivamente annientato.

Con la colpevole complicità della politica che li ha preceduti, l’odierno assessore e la task force comunale dei lavori pubblici hanno deciso di mettere fine, nel modo peggiore, ad una querelle fin troppo lunga.

Hanno vinto i cinici. Non ne hanno voluto sapere, direbbero i latini, Nec con le buone Nec con le cattive.

Quando si dice il pollice verde.

A proposito di task force comunale raccontano che un dirigente, avendo eccepito sulla correttezza di alcuni atti sia stato subito accomodato alla porta. Elegantemente, con una mail, durante le ferie.

E pensare che qualcuno si lamentava di chi licenziava gli assessori con sms…..

Quando si dice lo stile.

Il bando pubblico per la scelta del nuovo direttore generale ha visto la presentazione di tanti e prestigiosi curricula: finalmente un po’ di trasparenza per una assunzione così importante.

La gara è pubblica ma si sa già chi vincerà: il prescelto, o meglio la prescelta, è irraggiungibile da chicchessia.

Quando si dice la bravura.

Ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi. Almeno così dicono.

Se, come sembra, il Comune non si può permettere un incarico così importante, bisognerà assumere la favorita con altre funzioni, magari attraverso la Maris, e darle poi senza titolo il ruolo desiderato.

Si può dirigere anche con la divisa nel gabbiotto della prima accoglienza.

E il beato Lorenzo ?

Aspetta fiducioso. Fra una partita di calcio Balilla e una nuotata in buona compagnia, qualcosa arriverà.

Intanto è stata fatta luce sullo sconcerto che aveva sortito la sua proposta ambientalista per una fabbrica di auto e autobus elettriche nell’area ex Enel.

Non c’è stato nessuna visione notturna delle veggenti di Medjugorje o di Itala Mela che abbia trasformato l’uomo del fare in militante di Lega Ambiente.

L’ha tradito il suo storico compare già presidente della Camera di Commercio, ruolo d’altronde esercitato sempre grazie al sostegno decisivo degli amici o delle amiche dell’amico.

Anche lui, ma guarda un po’, campione di preferenze, sotto un titolone il spara: “Auto e bus elettrici per rilanciare il commercio nel centro cittadino”. Angelo si chiamava…….anzi Gianfranco.

Per riaprire il centro storico al traffico, ma saranno gli stessi commercianti a mandarli a quel paese, ci vuole la fabbrica di auto elettriche.

Ci sarà già al lavoro la storica cordata di prenditori locali che avranno già costituito una società ad hoc.

Quando si dice la vocazione imprenditoriale. E la telepatia.

Il cane del sindaco, ex sindacalista di destra col cane, appunto, tiene sempre banco sulle cronache cittadine.

Non può più andare in Comune perché ringhia e cerca di mordere i leghisti.

Prima di tutto perché è geloso, il padrone obbedisce a loro invece che a lui e poi, si sa, gli animali hanno un senso particolare con il quale riconoscono le persone capaci di umanità. E adesso cosa farà la portavoce assunta nello staff del Sindaco proprio per tradurre in concetti e proposte le espressioni del più noto collie d’Italia ?

Quando si dice gli animali sono meglio degli uomini.

Ma intanto Gino non la manda giù.

Menippo di Gadara

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