Ultime occasioni per visitare la Torre Corrazzata Umberto I alla Palmaria

PORTO VENERE– Ultime occasioni, questo fine settimana ed il prossimo (ma sempre con l’incognita meteo), per visitare, con guide storiche esperte, e soprattutto conoscere i segreti di questo luogo, la Torre Corazzata Umberto I sulla Palmaria.

Per anni è stata chiusa, fruibile solo per eventi privati o altre attività che non potevano comprenderne la vera natura ed il valore storico, è stata sconosciuta alla gran parte degli spezzini che la credevano un ex carcere, non era inserita nei programmi di visita dei principali gruppi escursionistici nazionali, come il Cai, se non come una delle tante ‘fortezze’, oggi, senza falsa modestia, ma grazie all’impegno di un gruppo di volontari (gratuito e senza oneri per la comunità o gli enti locali), la Torre Corazzata Umberto I è stata visitabile tutti i fine settimana, da oltre un anno, raccontata per quello che era: la macchina da guerra più tecnologica al mondo nei primi del ‘900, vissuta da scolaresche e turisti, con numeri impressionanti tenendo conto che abbia avuto solo volutamente (era una sperimentazione), un turismo passivo, cioè non siamo andati a promuovere il sito ed a cercare flussi turistici. Oggi se qualcuno, dai gruppi del trentino che sono scesi in Palmaria, alle scuole toscane che in diverse occasioni sono giunte qui, ma anche gli stessi spezzini sanno che questo luogo non sono soltanto sassi ben posizionati, diciamo una ‘location alla moda’, ma dietro c’è una storia di tecnologia ed una sfida che pur nel segreto di un contesto militare aveva stupito il mondo, per noi è un successo“. Così il presidente di  “Dalla parte dei Forti”, Saul Carassale, commenta il termine del progetto sperimentale sulla Palmaria.

Con fine settembre, con la chiusura della convenzione sperimentale tra il Comune di Porto Venere e l’associazione “Dalla parte dei Forti”, le consuete visite guidate (restano solo questi due ultimi fine settimana, in pratica esclusivamente domenica 24 e sabato 30 dalle 10 alle 16) si avviano alla fine.

Il lavoro dell’associazione andrà ancora avanti per la conclusione dello studio, sviluppato in atto della convenzione con il Comune di Porto Venere, in cui si prevedeva di garantire un’apertura passiva di una struttura fortificata in modo da comprendere se dei visitatori occasionali della Palmaria modificassero il proprio programma per visitare questa struttura, la sperimentazione ha avuto sede nella Torre Umberto I.

L’associazione ha operato gratuitamente, senza oneri a carico di nessuno, per questo progetto di fruibilità sperimentale ed oggi i risultati sono chiari: esiste un turismo delle fortificazioni, si possono organizzare reti e flussi di persone che esclusivamente o nell’ambito di una vacanza o in un contesto di visita più complesso, vogliono fruire di questi luoghi e conoscerne tutti gli aspetti.

Quello di “Dalla parte dei Forti“, come relazionato in una serie di eventi scientifici del settore, come ad esempio il convegno internazionale Formed di Firenze, è stato il primo studio applicato sviluppato in un simile contesto e comunque la prima vera sperimentazione realizzata alla Spezia, dove la realtà delle fortificazioni è un’evidenza, anche se non fruita e sfruttata a livello turistico.

La nostra associazione _ spiega ancora Carassale _ sta cercando da oltre cinque anni di dimostrare la validità di questo settore, oggi con i dati e la sperimentazione in Palmaria credo che nessuno possa avere dubbi sui concetti che ribadiamo da troppo tempo: le fortificazioni interessano e creano turismo per quello che sono, anche per come sono oggi, senza dover essere snaturate o modificate”.

Negli ultimi 14 mesi, i dati definitivi saranno presentati ad ottobre dopo la fase legata all’escursionismo che in settembre vede un rinnovato interesse, la fortificazione è stata visitata da una media di 200 persone a settimana, nella sola fase dei mesi estivi (dove non vi sono importanti flussi di escursionisti), dove generalmente l’apertura era garantita esclusivamente nei giorni festivi ed il sabato e la domenica.

La convenzione con il Comune come atto sperimentale è in fase di chiusura, ma sulla base del lavoro svolto l’associazioni ha intenzione di sviluppare un programma di gestione a lungo termine in continuità con quello fatto oggi, anzi sviluppando un settore museale (già oggi a spese dell’associazione sono state allestite delle aree riproducendo fasi storiche vissute dalla Torre Umberto I) e quindi riprendendo il progetto mai concluso della Fondazione Marenostrum che per quel sito aveva ipotizzato anche un recupero storico.

Questi 14 mesi che stiamo concludendo ci dicono proprio che non avevamo visto male, del resto in molti paesi del mondo già accade e questo tipo di turismo è consolidati, ma ci si deve credere. _ conclude Carassale _ Certo in contemporanea abbiamo sviluppato anche il nostro programma di visite organizzate presso le altre fortificazioni fruibili, con riscontri interessanti dato che abbiamo dovuto limitare, per necessità di gestione, le adesioni, ma abbiamo avuto anche modo di organizzare eventi o a collaborare con altri enti per l’organizzazione, sempre a carattere sperimentale e con riscontri ottimali, dentro la Torre Umberto I come un convegno o uno spettacolo teatrale. Insomma questo luogo è vivibile in tanti modi, senza snaturalo o trasformarlo in quattro sassi da arredare“.

Informazioni sull’Associazione: www.slideshare.net

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