SPEZIA: BENE I RISULTATI di Marcello Delfino

La Spezia –

Qualche buona notizia e tante perplessità.

La prima indiscutibile buona notizia sono i risultati che ci assicurano una posizione di tranquillità anche in previsione di una trasferta che, difficile come ogni gara di serie B, non si preannuncia comunque proibitiva.

In cima e in fondo si registrano le buone nuove.

Il portiere sembra avere già beneficiato della cura Rollandi, trattamento che, come l’esperienza ci insegna, trasforma portieri in portieroni.

Il ragazzo ha mostrato grande reattività e voglia di riscatto, deve ora trovare la serenità e la fiducia, stati d’animo fondamentali per chi rappresenta l’ultimo baluardo della squadra.

Comunque è in buone mani.

In crescendo la difesa che ha ritrovato il gusto di non subire gol, con un Terzi in grande forma che ormai interpreta il ruolo del capitano vero, sul campo e fuori.

Sembra più produttivo impegnare De Col sulla fascia recuperando uno dei tanti centrali a disposizione anche per migliorare sulle palle alte.

Bene Marilungo, giocatore vero, che non ha granché da imparare e che se trova continuità e convinzione può essere l’asso nella manica di Gallo.

Cresce la curiosità per vedere all’opera il giovane attaccante romanista con il vizio del gol.

Il resto è perplessità se non preoccupazione.

Difficile trovare un filo logico in una squadra che appare ancora un cantiere aperto in quanto ad organizzazione e tempi di gioco.

Certo l’infortunio di Juande ha pesato negativamente su un centrocampo che aveva trovato il naturale playmaker, capace di stare davanti alla difesa e di coordinare le operazioni di ripartenza.

E tuttavia è preoccupante la fragilità fisica dello spagnolo per cui occorrerà preparare credibili soluzioni di riserva.

I giovani sono bravi e volenterosi ma non si possono caricare di responsabilità che vanno oltre le loro attuali possibilità, tecniche e morali.

Pessina fa vedere doti importanti ma, cosa forse sottovalutata, mostra di dovere ancora adeguarsi alla crudezza del gioco della cadetteria, categoria dove il combattente Lopez sembra Pelé e riscuote l’incondizionato consenso di un pubblico che premia sempre impegno e gagliardia. A prescindere.

Ad oggi gli inserimenti dell’ultimo quarto d’ora sembrano garantire giusto per quel minutaggio senza fare intravvedere concrete possibilità di utilizzazione a tempo pieno.

Nulla da dire sull’impegno e la vigoria del gruppo che fanno gridare ad una curva nuovamente tonica: “vi vogliamo così !”.

A questo proposito decisivo deve essere stato il rientro nel loggiato del Consiglio di Amministrazione, insieme ad un rampollo di nobile famiglia del pontremolese, dell’urologo che ne era stato inopinatamente escluso.

Sembra che venga usato come deterrente: la minaccia al giocatore distratto è la visita di controllo della prostata.

Auguri.

Marcello Delfino

Advertisements
Annunci
Annunci