Firmata la convenzione con il Comune di Lerici di valorizzazione e la gestione delle di visite subacquee sul sito archeologico della Baia della Caletta

LERICI- Alla profondità di circa 7-8 metri, in posizione apparentemente casuale giacciono ancora due dei tre grandi rocchi semilavorati in marmo bianco che componevano una monumentale colonna; il rocchio centrale recuperato nel settembre del 1991 è collocato all’interno dell’area archeologica dell’antica Luni. Dalle analisi effettuate è  stato possibile individuare le cave da cui proviene il marmo che si identificano con il bacino marmifero di Torano nelle Alpi Apuane, le antiche cave della città romana di Luni. Le dimensioni dei tre rocchi permettono inoltre di riferirli ad un’unica colonna alta oltre 11 metri, un elemento architettonico, quindi, riservato ad un’opera pubblica di grande impegno in una delle maggiori città della Gallia o della Spagna: elementi di dimensioni similari provengono dal relitto di St. Tropez, una nave lapidaria con un carico destinato alla costruzione del grande Capitolium di Narbonne, mentre colonne di dimensioni e materiale analogo sono state utilizzate nel foro di Tarracona.

Alla vista del subacqueo emergono dal fondale sabbioso le due grandi sagome cilindriche che affascinano sia per le dimensioni che per la vita che intorno a loro,  grazie all’ordinanza di tutela emessa della Capitaneria di Porto, si è potuta sviluppare indisturbata; approfittano dell’ancoraggio sul marmo spugne, spirografi, gorgonie e datteri di mare che solitamente si incontrano a profondità maggiori, mentre il sito è frequentato da una ricca fauna bentonica.

 La visita subacquea si completa con un itinerario suggestivo di visita alla grotta del Macellaio composta da tre grandi entrate che illuminano altrettante ampie camere e permettono il passaggio di più subacquei affiancati in completa sicurezza. In pochi metri d’acqua è dunque possibile immergersi nella storia e nella biologia marina con un percorso di visita integrato da vivaci aspetti biologici e attraversare ambienti ipogei accessibili a tutti; adeguatamente attrezzato potrà permettere anche ai subacquei disabili  di apprezzare una moltitudine di forme di vita marina, come le spugne bianche: Ceriantus, Gorgonacee, axinelle, actinie e coralligeni che normalmente si trovano in situazioni accessibili solo a subacquei esperti.

Con la firma di questa convenzione,  il Comune di Lerici e la Soprintendenza ligure intendono porre le basi per poter:

  • valorizzare e rendere fruibile un patrimonio archeologico subacqueo sino ad oggi precluso e sconosciuto ai più;
  • promuovere lo sviluppo della cultura e il rispetto ambientale ed innescare un meccanismo virtuale di tutela attiva del sito;
  • permettere in piena sicurezza a chiunque sia in grado di immergersi entro i 10 mt di godere dell’ambiente marino subacqueo, in un contesto archeologico, geologico e biologico difficilmente apprezzabile in un’unica immersione.
  • favorire ed arricchire l’offerta turistico-culturale locale, sviluppando progetti in sinergia tra amministrazioni pubbliche, imprese ed associazioni locali.

Grazie alla firma di oggi, che si inserisce in un più ampio progetto che la Soprintendenza sta sviluppando in varie realtà e siti archeologici sommersi della Liguria, sarà possibile procedere nel prossimo futuro a definire i criteri per una gestione integrata dell’area marina della Baia della Caletta, con l’allestimento di un percorso bio-archeologico di visita accessibile a tutti i subacquei.

Un progetto che unisce e valorizza le eccellenze ambientali e storiche del nostro Golfo – commenta Leonardo Paoletti, Sindaco dI Lerici – aprendole alla fruizione di tutti e in particolare alla promozione turistica, aggiungendo nuove attrattive a un’economia in crescita e che deve continuare a crescere”.

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