Cambio presidenza Autorità Portuale: “Nomi nuovi, ma i programmi sono sempre gli stessi”

LA SPEZIA– Dagli annunci sui giornali pare che l’attuale presidenza dell’Autorità Portuale abbia cambiato, nell’anno corrente della sua nomina, molte cose rispetto al passato, ma in particolare alcuni responsabili del gruppo dirigente della nuova Autorità Portuale di sistema.

Analizzando però la realtà attuale e nel rispetto della nuova legge concernente le Autorità Portuali (dl.4 agosto 2016 n°169), rimangono inalterate alcune responsabilità tecniche che hanno sostenuto un percorso operativo dannoso ed insostenibile per la città e per i quartieri adiacenti al porto, sia un programma di opere portuali peggiorativo nel quale si trovano violazioni comprovate sul P.R.P.(ad esempio gli interramenti che da 175.000 Mq diventano,senza l’approvazione di nessuno,264.000 Mq)  e peggiorativa nell’impatto ambientale e nella V.A.S (valutazione ambientale strategica).

Insomma pare proprio che non esista un cambiamento vero nei contenuti dove la sostenibilità ambientale ed il miglioramento organizzativo del ciclo portuale-containers si fondino in un progetto unico di convivenza,unica strada percorribile per evitare conflitti tra porto e città la quale deve subire da parte dello stesso sempre maggior inquinamento acustico ed ambientale.

Nel contempo necessita separare la questione del Porto container dalla crocieristica e dal turismo questo perché le soluzioni devono essere trovate in modo mirato.

Resta comunque il fatto che,nonostante alcune aperture di dialogo (che definirei fessure) perdura ancora in questa autorità portuale poca attenzione nella costruzione di un progetto condiviso con la partecipazione VERA valorizzando quel tavolo permanente pubblico che fu deliberato dal consiglio regionale nel dicembre del 2006.

Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

Rita Casagrande (Quartieri del Levante)

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