Chi nasce con le ali ha diritto al suo cielo

SARZANA- Ogni anno, un piccolo ma importante passo avanti: sempre meno cacciatori, sempre più persone che si fermano a manifestare sostegno e solidarietà a chi contesta ogni forma di violenza nei confronti della natura e delle sue creature.
Manifestare contro l’uso dei richiami vivi serve. La risposta della gente arriva e cresce.
Le sottoscritte associazioni si sono rese protagoniste anche quest’anno di una pacata ma ferma manifestazione di protesta, presso la “fiera degli uccelli” di Sarzana.
Per far arrivare più forte il messaggio, i volontari hanno indossato, a turno, un copricapo da volatile e si sono chiusi simbolicamente in una gabbia.
Vorresti essere al suo posto? Questa, la domanda posta ai passanti, per dare voce a chi non ce l’ha.
I richiami vivi, sono uccellini che vengono privati del diritto di vivere la propria vita, non voleranno mai e per tutta l’esistenza saranno usati come esca, per un terribile inganno: costretti a cantare, per attirare le prede da uccidere. Chiusi in minuscole gabbie, di 25 centimetri per 30, privati del cielo e costretti ad una prigionia infinita nel buio di qualche scantinato.
Abbiamo invitato in particolare le famiglie a riflettere su quanto possa essere diseducativo per i bambini la vista delle piccole gabbie con tutti i loro prigionieri all’interno. La natura non è questa ed è sbagliato veicolare il messaggio secondo cui può essere lecito privare un essere senziente della propria libertà e renderlo schiavo per il nostro egoismo. Chi nasce con le ali ha il diritto di volare.

Dura la nostra contestazione nei confronti del Comune di Sarzana, sordo alle richieste di migliaia di firmatari di una petizione on line e deciso a protrarre questa fiera anche in futuro in nome di una “tradizione” che fa parte ormai del passato , dimenticando che non tutto ciò che deriva dall’antichità merita di essere tenuto in vita: non le consuetudini basate sulla violenza, sul pregiudizio, sulla discriminazione, sulla negazione dei diritti.
La caccia era un’esigenza delle popolazioni primitive, costrette a ricorrere alla violenza per nutrirsi e sopravvivere. Oggi fortunatamente non è più così. Chi spara, lo fa solo per hobby e costituisce una minoranza assoluta: dati Istat confermano che i cacciatori sono crollati dal 3% della popolazione italiana degli anni ’80 all’1.2% nel 2007. Da 1.701.853 a solo 751.876. E sono calati ancora, anno dopo anno: oggi l’età media del cacciatore viaggia fra i 65 ed i 78 anni ed è in aumento. Si tratta di una piccola fascia della popolazione, sempre più anziana. Una specie in via di estinzione.
Non solo, secondo l’ultimo rapporto Eurispes ben il 68,8% degli italiani è contrario alla caccia.

Di fronte a queste cifre, continuare a difendere la crudeltà dell’uso dei richiami vivi, offende un numero elevatissimo di cittadini.
Un sindaco deve rappresentare una comunità intera e non una minoranza. Il primo cittadino, il Sindaco Cavarra, si ostina a sostenere una pratica obsoleta, aberrante ed anacronistica, in contrasto con quei principi etici, ormai universalmente condivisi, che consentono ad una società di essere definita civile.
Quello della maggior parte dei visitatori è per lo più uno sguardo di commiserazione nei confronti di queste creature, spesso stressate, impaurite e disorientate, il cui canto cela in realtà una profonda disperazione, quella di chi non ha mai conosciuto il bene più prezioso che esista: la libertà.
Fiere come questa sono solo da consegnare al passato, ad una visione del mondo che, fortunatamente, non ci appartiene più: Sarzana dia allora un segnale di civiltà riconvertendo questa iniziativa in qualcosa di più rispettoso nei confronti della natura.

Lipu
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Lav
L’Impronta- Volontari Indipendenti Canile
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