“Fondali immaginari, viaggio negli abissi tra sogno e realtà” al Museo del Mare di Genova dal 9 settembre

GENOVA– Dal 9 settembre al 15 ottobre presso la Galleria delle Esposizioni del Galata Museo del Mare sarà visibile al pubblico la mostra “Fondali immaginari, viaggio negli abissi tra sogno e realtà” di Adriano Penco, famoso fotogiornalista subacqueo e Aglaja, nome d’arte di Gabriella Corbo, affermata vignettista, illustratrice e pittrice digitale ligure.

All’inaugurazione prevista venerdì 8 settembre alle 17 – ingresso libero – prenderanno parte oltre ai due protagonisti, Luisa Dufour Relazioni esterne Mu.MA, Tarcisio Mazzeo giornalista, caporedattore della sede Rai di Genova, Dania Marchesi fotografa, psicologa del lavoro, esperta in Processi Formativi.

Il percorso surreal-onirico, lungo 29 quadri, si snocciola in fantasiose visioni e improbabili incontri tra  differenti soggetti che, nella realtà, si sono adattati a vivere chi in mare e chi in terra, ma che, nei quadri di Aglaja, si fondono, valorizzando e catturando lo spirito e la luce della natura catturate da Adriano, estrapolando quelle sovrastrutture che l’artista sentiva estranee al proprio mondo immaginario.
I soggetti fotografati sono così reinventati e caricati di nuove valenze, che si visualizzano attraverso colori, cambiamenti di prospettiva e diversi contorni. Tutto ciò offre all’opera un significato nuovo, diverso, innovativo: l’intento è appunto quello di suscitare emozioni nell’osservatore, invitandolo a lasciarsi andare al gioco e alla fantasia.
La fotografia è ormai riconosciuta a pieno diritto come linguaggio artistico ed è presente al fianco di pittura, scultura e video nelle grandi collezioni d’arte pubbliche e private. La sua forza ed immediatezza comunicativa e la moderna evoluzione digitale ne hanno fatto la forma espressiva prediletta dagli artisti contemporanei. Sono state proprio le recenti conquiste tecniche a favorire il definitivo superamento del confine tra reale ed immaginario, liberando la fotografia dalla rappresentazione per diventare strumento di costruzioni di mondi fantastici e onirici.

Fondali immaginari ha come obiettivo l’esplorazione di questi territori analizzando la visione artistica, il contenuto e la composizione delle immagini, gli strumenti ed i procedimenti utilizzati, per raggiungere un maggior consapevolezza nell’utilizzo del mezzo fotografico e nell’osservazione di opere contemporanee.
Fondali immaginari è un progetto che nasce dall’esigenza del fotogiornalista Adriano Penco di mettere la fotografia subacquea  al servizio dell’arte pittorica terrestre.

Tecnica, cromatismi, semiotica, creatività, emozioni, tutte qualità già presenti nella cornice dei fotogrammi dell’autore, vengono ripresi e reinterpretati dall’estro e dai pennelli grafici di Aglaja.

Fondali Immaginari è la nuova sfida che lanciano gli autori, a dimostrazione che l’ambiente marino può essere foriero di ricercate inquadrature, esportando le immagini, realizzate in tutti i mari del mondo, fuori dal contesto sommerso, o , meglio ancora , importando in quel contesto ciò che ne è (o dovrebbe essere) estraneo.

Adriano Penco così racconta questa avventura artistica: “Mi sento lusingato e doppiamente soddisfatto. Lusingato perché insieme ad una grande artista, abbiamo realizzato un ambizioso progetto,“Fondali immaginari”, che è la rappresentazione pittorica, suddivisa in ventinove quadri, dell’ambiente marino interpretato in chiave onirica da Aglaja.Soddisfatto perché con le mie fotografie ho accompagnato l’immaginazione dell’illustratrice ad esplorare gli abissi, trasferendo in lei le stesse emozioni da me provate. Soddisfatto perché, come da tempo sostengo, l’immagine sottomarina può aprire un ampio orizzonte di applicazione e sperimentazione, anche oltre i confini della comunità subacquea, e questo con un pizzico di innovazione: ne è la prova il caldo apprezzamento riscontrato anche tra un pubblico non di settore”.

Ed ecco come Aglaja racconta la genesi del progetto “In occasione dell’inaugurazione della mia mostra “Come è profondo il mare” (in cui, per la prima volta usavo fondali e creature marine come scenario di improbabili storie immaginate), ho conosciuto Adriano Penco, eccellente fotogiornalista naturalista. Fu in quell’occasione che Adriano cominciò a parlarmi di un progetto che aveva in mente: dare una “seconda vita” alle straordinarie immagini che il suo obiettivo aveva fissato negli abissi marini. Una vita dove alla realtà si affiancasse la fantasia, dove personaggi e situazioni surreali suggerissero un secondo sguardo, un’interpretazione alternativa a quella oggettiva. I quadri che aveva visto alla mia mostra gli confermavano che la fantasia che gli serviva era la mia. Così, in questi mesi, Adriano mi ha messo a disposizione il suo meraviglioso archivio: un tesoro da cui ho estratto 29 perle che ho reinventato in altrettanti quadri onirici. Poco alla volta, ho pubblicato sui social quanto stavo creando, affiancato alle fotografie originali di Adriano che stavano dietro a ogni immagine. Il successo è stato a dir poco lusinghiero. Un gradimento che ci ha portato fin qui, al Museo del Mare,il luogo migliore per concretizzare il nostro progetto artistico  in una mostra”.

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