La vergogna di Ameglia. Sentirsi negare le ultime volontà di una persona

 

 

AMEGLIA- Lunedì scorso mio marito Orfeo è deceduto, consumato da un tumore al cavo orale che gli è stato diagnosticato nell’Agosto del 2016. Nell’inopportunità di intervenire chirurgicamente, gli sono state prescritte sedute di chemioterapia effettuate presso l’ospedale Sant’Andrea di La Spezia. In questa fase è stato seguito dalla Dottoressa Rondini e dai suoi collaboratori. Tutti hanno mostrato non solo la loro professionalità, ma particolari premure con Orfeo. Desidero pertanto qui ringraziarli. Le sedute purtroppo da maggio di quest’anno sono state riconosciute come inefficaci. Ho quindi cercato di accudirlo al meglio delle mie capacità e con tutta la mia dedizione.

Il 17 Agosto il Dott. Bregnocchi dell’Hospice di Sarzana ha riconosciuto necessario il ricovero. Le condizioni fisiche di Orfeo sono peggiorate velocemente giorno dopo giorno con crescente intensità del suo dolore che ha richiesto sedativi sempre più potenti. Non nascondo che ci siamo chieste quale il senso di così grandi e inutili sofferenze, imposte evidentemente da scelte che nulla hanno a che fare con la medicina. In giorni così critici abbiamo trovato dottori e infermieri che hanno mostrato presenza continua, grandi capacità e qualità umane, sensibilità gentilezza dolcezza, permettendoci di accompagnare protetti Orfeo nei suoi ultimi giorni. Desidero molto ringraziare anche tutti loro, in particolare Andrea e Sara, giovanissime e quindi speranza per una bella e lunga Sanità Pubblica.

Dopo, con il supporto di mia figlia Elisabetta non è restato altro che occuparsi della pratica del funerale. Orfeo ha vissuto tutta la sua vita ad Ameglia, giovane cameriere presso lo storico Sans Façon, poi autista del comune. Ultimo suo desiderio di essere sepolto nel cimitero di Ameglia tra i suoi cari. E questo è stato impossibile. Nel pur grande cimitero nessun posto a terra è disponibile, non sono disponibili neanche loculi. Ci è stata imposta la scelta tra una sepoltura in un altro cimitero, che non voleva, o la cremazione, che non voleva. Conoscendo il suo attaccamento al suo paese, conoscendo la sua avversione per altri cimiteri, abbiamo optato per la cremazione, pur di farlo rimanere nel suo paese. La rabbia per questo impedimento è stata amplificata in quanto ci è stato riferito che la situazione del nostro cimitero non è determinata da mancanza di spazi, ma da pessima, se non inesistente, gestione. Risulterebbero infatti trascurate per anni sia le esumazioni che le estumulazioni. Se questo corrispondesse al vero, si tratterebbe di colpevoli inefficienze e inadempienze che ci hanno impedito di rispettare l’ultima volontà di Orfeo. Desidero pertanto non ringraziare il comune di Ameglia.

Pina Ciri

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