“Dalla parte dei Forti”, prima analisi sul progetto legato alle fortificazioni sull’isola Palmaria

PORTO VENERE- Prima analisi, chiusa la fase tipicamente estiva, per il progetto di turismo legato alle fortificazioni sviluppato sull’isola Palmaria. Si tratta del primo livello, in attesa della conclusione dello studio, sviluppato, in un contesto di progetto sperimentale, dalla Associazione “Dalla parte dei Forti” sull’isola Palmaria, in convenzione con il Comune di Porto Venere.

Il programma prevedeva di garantire un’apertura passiva di una struttura fortificata in modo da comprendere se dei visitatori occasionali della Palmaria modificassero il proprio programma per visitare questa struttura, la sperimentazione ha avuto sede nella Torre Umberto I.
Negli ultimi 14 mesi, i dati definitivi saranno presentati ad ottobre dopo la fase legata all’escursionismo che in settembre vede un rinnovato interesse, la fortificazione è stata visitata da una media di 200 persone a settimana, nella sola fase dei mesi estivi (dove non vi sono importanti flussi di escursionisti), dove generalmente l’apertura era garantita esclusivamente nei giorni festivi ed il sabato e la domenica.

La convenzione con il Comune, che ha garantito che questa fortificazioni aperta solo in casi eccezionali e sconosciuta anche dagli spezzini che in gran parte credono si tratti di un ex carcere ed invece è stata la “macchina bellica” più moderna ed innovativa dei primi del ‘900, come atto sperimentale è in fase di chiusura, ma sulla base del lavoro svolto l’associazioni ha intenzione di sviluppare un programma di gestione a lungo termine.

I dati che stiamo analizzando _ spiega il presidente dell’associazione di volontariato Saul Carassale _ saranno forniti a fine ottobre agli estensori del masterplan in corso di realizzazione per la Palmaria. Intanto possiamo però già dire, in una sorta di anteprima, che esiste un flusso turistico autonomo ed interessato a visitare le fortificazioni così come sono, cioè con la messa in sicurezza del sito, senza modifiche e trasformazioni. Capita in tutto il mondo, qui da noi, nel Golfo più fortificato d’Europa, è però un settore ancora non sviluppato. Serve ovviamente raccontare cosa siano questi luoghi, che cosa servivano e come si sono evoluti. Si tratta di un patrimonio storico, architettonico e tecnologico unico al mondo. Per oltre un anno in Palmaria abbiamo fatto questo, volutamente senza una promozione mirata, ma cercando di deviare un flusso turistico già organizzato che era sull’isola per altro, dalle escursioni naturalistiche alla balneazione. Quindi se è stato possibile interessare chi aveva altri obiettivi figuriamoci con chi invece è già attento a questo settore. Infatti le visite organizzate degli appassionati, arrivano da mezza Italia, che abbiamo sperimentato, ci danno riscontro importanti. Solo in questa settimana due gruppi che limitiamo volutamente ad una cinquantina per giorni. Le fortificazioni sono, al pari del contesto naturalistico, la primaria risorsa turistica dell’isola e possono creare, se giustamente valorizzate, sin da subito, immediatamente con una minima opera di messa in sicurezza, un’economia culturale e turistica propria, con riscontro a livello internazionale. Questi 14 mesi che stiamo concludendo ci dicono proprio questo. Certo in contemporanea abbiamo sviluppato anche il nostro programma di visite organizzate presso le altre fortificazioni fruibili, con riscontri interessanti dato che abbiamo dovuto limitare, per necessità di gestione, le adesioni, ma abbiamo avuto anche modo di organizzare eventi o a collaborare con altri enti per l’organizzazione, sempre a carattere sperimentale e con riscontri ottimali, dentro la Torre Umberto I come un convegno o uno spettacolo teatrale“.

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