A Sant’Anna di Stazzema c’erano eccome anche i fascisti. “E’ storicamente e processualmente incontestabile”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Andrea Buondonno. 
Caro (anche collega) Bruzzi Alieti, come forse Tu sai e se non lo sai colgo l’occasione per comunicartelo, ho prestato il mio ministero di avvocato nel processo che lo Stato Italiano ha instaurato nei confronti dei cittadini tedeschi, ex militari della 16a Divisione Panzer-Grenadier delle SS, comandata dal generale Simon, tutti accusati di aver partecipato alla “Strage di Sant’Anna di Stazzema”. Nel corso di diversi anni ho partecipato ai tre gradi di giudizio conclusisi con la condanna di tutti gli imputati alla pena dell’ergastolo: Tribunale Militare della Spezia, Corte di Appello Militare di Roma e Corte Suprema di Cassazione.
Ti assicuro, mi sono accostato a quella tristissima vicenda con un’ottica laica lavorando sulle migliaia di pagine del processo dopo aver necessariamente abbandonato ogni pregiudizio “storico” conscio che, come Tu ben sai, noi avvocati non difendiamo colpevoli ma persone che sono “accusate” di essere colpevoli. E’ chiaro quindi che anche il più efferato (poi riconosciuto come) criminale abbia il sacrosanto diritto di essere difeso fino in fondo al suo percorso processuale. La democrazia passa anche e forse soprattutto da questo tipo di considerazioni e dal rispetto di questi principi fondanti delle nostre civiltà “evolute”.
Confesso che non è stato facile leggere, studiare l’enorme mole degli atti di quel processo ma ancor di più ascoltare le testimonianze dei numerosi sopravissuti che sono venuti, a decine in udienza, a raccontare dopo quasi 60 anni, quelle drammatiche ore, quei tragici momenti.
Ricordo a me stesso che quando è venuto in udienza (l’unico ad averlo fatto) uno dei carnefici tedeschi presente a Sant’Anna a spiegare la scansione temporale di quei drammatici eventi, eravamo in tanti tra pubblico, avvocati e giudici, ad aver versato silenziose e laceranti lacrime di dolore e commozione. Ho ancora scolpito dentro la mia anima quell’irreale silenzio rotto soltanto da quelle parole che nessuno di noi avrebbe mai voluto ascoltare. Un dolore che scaturisce dal dover prendere atto, a pochi centimetri di distanza dal tuo viso e dalle tue orecchie, della fallibilità e della inaudita ferocia dell’uomo. Toccando la peggior storia con la mano. Insomma è stato uno di quei processi che emotivamente ti assorbono e in qualche modo fanno si che dopo, in te e nella tua vita, nulla sarà come prima.
E allora, dopo questa doverosa premessa, io Ti dico che a Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto 1944 insieme alle SS, c’erano, eccome, anche gli italiani, o meglio, i Tuoi politicamente predecessori, fascisti.
Alcuni di loro erano volontari e alcuni altri erano arruolati regolarmente nella famigerata 16a Divisione Panzer-Grenadier delle SS., il battaglione che ha operato quella drammatica strage di circa 560 civili inermi.
Questi Tuoi politicamente predecessori italiani, in alcuni casi non si potevano distinguere dai tedeschi perché indossavano la stessa divisa; altri, sempre fascisti locali, indossavano abiti civili ma si coprivano il volto per non essere riconosciuti da quegli inermi conterranei di Sant’Anna. Una cosa però li ha traditi, la loro voce, il loro accento, cosi simile al loro, che TUTTI i testimoni oculari hanno confermato con genuina spontaneità di aver sentito.
E che nella 16a Divisione Panzer-Grenadier delle SS vi erano anche gli italiani (fascisti) è un dato storicamente e processualmente acquisito ed incontestabile. Come forse saprai, sul finire della guerra, per coprire le perdite di uomini sui diversi fronti europei e in carenza di nuovi arruolamenti dalla Germania, i tedeschi arruolavano anche i locali, nel nostro caso gli italiani che si rendevano disponibili. Per non aver dubbi su quanto sto affermando sarebbe sufficiente conoscere la storia, gli atti di quel processo o anche solo aver partecipato a una di quelle drammatiche udienze in cui queste verità (storiche e processuali) sono state raccontate dalla voce spesso piangente dei testimoni superstiti.
Se Tu avessi la gentilezza e l’onestà intellettuale di approfondire l’argomento, non potresti che ricrederTi rispetto a quanto hai impropriamente scritto sul fatto che a Sant’Anna i fascisti non c’erano.
C’erano eccome.
Negli atti del processo della strage di Sant’Anna, gli stessi gerarchi tedeschi della 16a Divisione Panzer-Grenadier hanno reso dichiarazioni scritte (SIT o interrogatori, es. il generale ufficiale SS Max Simon e Frederich Knorr, comandante dei servizi della divisione) in cui hanno confermato che nella Strage di Sant’Anna i nostri (mi verrebbe da dire “vostri”) connazionali hanno avuto un ruolo fondamentale. E ciò anche per ragioni logistiche, per esempio per trovare la strada che dalla pianura portava attraverso i sentieri impervi e sconosciuti (se non ai versiliesi) alle frazioni di Sant’Anna.
Non devi dimenticare inoltre che i tedeschi e i Tuoi (politicamente) predecessori fascisti arrivarono a Sant’Anna prima dell’alba, quando faceva ancora buio. Evidentemente (lo dice la sentenza) qualcuno del luogo doveva guidarli in quei sconosciuti sentieri posto che la strada che oggi rende comodamente raggiungibile Sant’Anna all’epoca non esisteva.
Ti potrebbe poi forse essere utile, in un auspicabile percorso di rivisitazione delle Tue tesi negazioniste, che al processo per la strage venne (abbiamo) sentito come esperto anche lo storico Carlo Gentile (storico di fama mondiale autore di diversi e mai smentiti libri sull’argomento) il quale tra le altre cose ha individuato 25 repubblichini, per lo più versiliesi, arruolati nella 16esima divisione Reichsführer che funsero da guide e da collaborazionisti locali.
Per fugare ogni (in Italia probabilmente solo Tuo)  possibile dubbio sulla presenza di fascisti italiani a Sant’Anna, potrai recarti all’archivio storico sulla strage di Sant’Anna e li estrarre copia delle testimonianze processuali di (tra i molti)  Mauro Pieri,  Genoveffa Moriconi, Lilia Pardini, Enio Mancini, Renato Bonuccelli, Ada Battistini. Tutti superstiti che hanno confermato e ripetuto con assoluta certezza che il 12 agosto 1944 avevano visto e sentito con i loro occhi e le loro orecchie diversi italiani che parlavano in versiliese.
Un’altra preziosa informazione storica che ti potrebbe essere utile è quella secondo la quale la Commissione Militare statunitense che in quel periodo lavorò sulla strage individuò tra gli accusati di collaborazionismo tale Aleramo Garibaldi (egli, peraltro, davanti alla commissione ammise gli addebiti) il quale aveva aiutato i tedeschi a portare le armi a Sant’Anna.
In ultimo mi permetto di segnalarti, perché è evidente che ti è “storicamente“ sfuggito, che praticamente in tutte le stragi naziste sono state storicamente e processualmente accertate le corresponsabilità dei collaborazionisti e che talvolta gli stessi sono stati processati e condannati quando nel frattempo non erano deceduti come nel caso della Strage di Sant’Anna. Pensa un po’ che tutti questi “Signori” sono i Tuoi  (politicamente) predecessori politici.
Armati di pazienza e di obiettività e leggi, studia, approfondisci e vedrai che scoprirai e, forse ne sarai sorpreso, che la comunità internazionale degli storici mai ha messo in dubbio che nelle stragi (che non a caso vengono definite NAZIFASCISTE) intervennero, a fianco dei nazisti, vere e proprie formazioni fasciste, come la Decima Mas a Guadine e a Forno, la Brigata Nera Apuana e i Mai Morti a Vinca e a Bergiola, la Brigata Nera di Lucca in Garfagnana e a Camaiore ecc. ecc..
Tanto Ti dovevo per amore di verità processuale e storica.
Un caro saluto
Andrea Buondonno 
Già candidato alle elezioni comunali della Spezia 2017 nella lista SPEZIA BENE COMUNE
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