CHI VIVE SPERANDO………di Menippo di Gadara

La Spezia –

Qui si cerca di fare un po’ di satira bonaria per strappare un sorriso e perciò non mi soffermerò sulla morte del ragazzo caduto dalla terrazza della Cattedrale la notte delle borgate e sulla morte, altrettanto dolorosa, per molti forse troppi, del senso di appartenenza al genere umano.

Torniamo perciò all’allegro Sturmtruppen cui è stato ridotto il Corpo di Polizia Municipale, ben sapendo che le tragedie hanno origine dai veleni che si inalano goccia a goccia.

E allora, dopo la conquista di Piazza Beverini, anche le altre piazze della città sono state riconquistate dalle forze dell’ordine municipali.

Non c’è slargo che non sia presidiato da un drappello in assetto di guerra, per dare anche visivamente la sensazione del ritorno alla legalità.

Qualche automobilista ingenuo e distratto, dopo avere trovato il posteggio, ha allungato qualche spicciolo verso la mano dei militari in divisa ricevendo inaspettati ed indignati dinieghi.

Ci voleva! Un po’ di ordine !

Pensate che al cingalese che abusivamente aveva occupato Piazza Chiodo è stata confiscata una refurtiva di ben dieci euro e gli è stata comminata una multa di mille euro che, forse, non pagherà.

E il popolo cojone, come diceva Trilussa, si spella le mani ed applaude sui social e nei mercati al ripristino delle regole non sapendo, o facendo finta di non sapere, che con i loro soldi qualche giorno fa un dirigente di una società pubblico privata ha ricevuto per quindici mesi di servizio una liquidazione di 25 milioni di euro. Ma è più facile infierire sui disperati e allora: dagli al “marrocco” !

Sul fronte venditori ambulanti che impestano le spiagge si è avuta finalmente una svolta a cominciare da Monterosso.

Casa Pound non è rimasta insensibile al grido di dolore delle persone per bene che chiedevano il rispetto della legge.

Sono state organizzate squadre, squadrette, squadracce che si sono sostituite alle distratte forze dell’ordine e si sono altresì offerte di allargare il proprio impegno ovunque i cittadini benpensanti lo richiedessero. Se non ricordo male cose del genere nel vostro Paese sono già accadute all’incirca un secolo fa.

A questo proposito il sindaco di Levanto, per evitare altri spiacevoli equivoci dovuti alla sua conformazione fisica un po troppo mediterranea, ha scelto la piscina. Lì di ladri non ce ne sono.

Il successo militare ha procurato all’ex marine Comandante dei Vigili Alberto “Red” Pagliari la assoluta fiducia da parte del nuovo sindaco, l’ex sindacalista di destra, col cane.

E’ stato inserito nel ristretto numero di dirigenti che organizzati in una sorta di direttorio napoleonico sosterranno lo sforzo del nuovo direttore generale che sarà scelto attraverso un pubblico concorso.

In nome alla massima trasparenza, si farà un concorso, mica come prima, anche se si sa già chi vincerà, almeno così dicono i giornali. Sarà una direttrice che ha già avuto in passato incarichi tecnico amministrativi sotto altri ombrelli politici, ma, come è noto, solo gli stupidi non cambiano idea.

Nello staff del nuovo sindaco compare una figura nuova, che le amministrazioni precedenti non avevano utilizzato: il portavoce.

L’ultimo portavoce che ricordiamo è il fantozziano Paolino Bonaiuti che, contorto e ingobbito, svolgeva per il Cavaliere le funzioni del sacco da botte per cercare di coprire le inarrivabili gaffe del suo padrone.

A pensarci bene il già sindaco ne avrebbe sicuramente guadagnato, viste le ventate di simpatia che sollevava ogniqualvolta apriva bocca.

Ma l’ex sindacalista di destra, col cane, sta vivendo la popolarità che è naturalmente riservata alla novità e fa a gara col suo cane per chi risulta più simpatico sui social, almeno così scrivono i giornalisti d’assalto delle nostre cronache.

Ah, ecco spiegato il mistero del portavoce. Il cane.

Ne decantano doti di simpatia e amabilità fuori dal comune, anche in Comune quando ce lo portano, e raccontano che abbia più voce in capitolo del padrone, ci vuol poco lui almeno ai leghisti gli ringhia.

Pare che sappia addirittura cantare, così almeno giurano entusiasti gli addetti alla Segreteria del Sindaco e, tuttavia, non riesce ancora a parlare in modo comprensibile ed ecco che si spiega la necessità della portavoce.

Fantozziano anche il battesimo del nuovo partito Articolo 1, quelli di Bersani e D’Alema.

E’ venuto a benedirne la nascita il giovane coordinatore nazionale Speranza e le cronache riferiscono che al Centro Allende sia stato accolto da un grandissimo calore.

Tutto vero, i condizionatori non funzionavano, c’è chi ha pensato al sabotaggio, più calore di così lo si prova solo nella sauna.

Ma questo è niente.

Forse per comodità si sono rivolti, per una cena di autofinanziamento, ad un ristorante di proprietà di un noto esponente della destra estrema, a loro insaputa.

Risultato: gli scarichi della acque nere della città e di parte della provincia sono stati nella notte intasati dai partecipanti alla cena che hanno occupato fino al mattino stabilmente le tazze dei bagni di casa.

Mai fu più vero, vista la presenza dell’on. Speranza, ciò che il pittore Lorenzo Lippi scrisse nel poema eroicomico di metà del diciassettesimo secolo, il Malmantile racquistato: “…..aspettando da’ diavoli in lor pro veder qualch’opra: ma chi vive a speranza muor cacando”.

Vista l’intenzione da parte dell’ex sindacalista di destra, col cane, di ribaltare il Puc, i geometri con il metro di legno nel taschino affollano gli uffici del Comune, occupano scale ed ascensori dopo che la notte sognano benne che si arrampicano ovunque, perfino nelle terrazze delle Cinque Terre dove noti ambientalisti propongono di sostituire gli storici muretti a secco con muraglioni di cemento armato: meno fatica e più solidità.

Scalinata Cernaia diventerà una strada asfaltata dove non solo gli alberi ma anche le scale saranno sacrificate alla visione moderna e modernista dei tecnici comunali. Che continuano a fare come vogliono, come prima.

Mentre Madame de la Desgrace esulta per essere stata citata nel libro dello sfigato e sfigante di Firenze, non le rimane davvero altro di cui andare fiera, sempre ristorato dal fresco vino di Monterosso, il beato Lorenzo aspetta.

Lui sa aspettare.

Ogni tanto in Consiglio si astiene per mandare segnali a destra e a sinistra, forse soprattutto a destra.

I politici veri, quelli di razza, sanno attendere, sanno che la pazienza è una virtù assai preziosa.

E mentre aspetta, magari pensa al ponte fra Portovenere e la Palmaria.

Ma i suoi followers non ci stanno, scodinzolano e scalpitano e tanto per dire qualcosa, per far sapere che ci sono, rimandano a memoria l’epocale idea della fabbrica di auto e bus elettriche nelle aree che Enel libererà.

Davanti a tanto inatteso ed in verità poco credibile ambientalismo c’è chi si chiede se il fatto che il prodotto sarà certamente eco sostenibile significhi che lo sia anche la fabbrica che lo costruisce.

Come dice il vate, che va sempre evocato quando si parla di Lui, “ai posteri…….”

Menippo di Gadara

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