Riccardo Cocciante: da Margherita a Notre Dame

Sarò il tuo contadino e tu la terra mia, combatterò col vento che non ti porti via. Poi spargerò il mio seme nella tua verde valle e aspetteremo insieme che venga primavera…”.
In uno dei suoi brani più belli, “Primavera”, così si rivolgeva Riccardo Cocciante alla sua amata, paragonandola ad una creazione della natura che trascende il corpo umano. Quella natura che fornisce risorse inaspettate ai propri figli. È piena sia la storia dello spettacolo o della musica, che quella con la esse maiuscola, di persone piccole di statura che hanno trovato la loro rivincita raddoppiando le forze. Da Rascel a Napoleone, da Maradona alla Pavone, da Lauzi a Mozart, hanno tutti trasferito la loro energia per farsi strada nella vita. Non a tutti risulta simpatico Cocciante, vuoi per la sua ritrosia a concedersi, vuoi perché iniziò la scalata verso il successo con un brano quasi urlato e che ai tempi scatenò l’ira delle femministe, parliamo ovviamente di “Bella Senz’Anima”.

Anche la doppia nazionalità italo/francese dovuta al padre italiano e alla madre franco/vietnamita lo ha tenuto un po’ in un limbo; a molti non era chiaro se fosse un interprete straniero, o di casa nostra, per via della lingua imparata nella natia Saigon, ai tempi colonia francese. Eppure, questo uomo piccolo dalla voce possente e dalla chioma inconfondibile, ha scritto ed interpretato brani che fanno parte del repertorio classico della nostra musica. Nessun altro avrebbe potuto dare colore, pathos e drammaticità ad un pezzo come “Margherita” quanto lui stesso, rendendola una delle più belle canzoni d’amore italiane di tutti i tempi per parole e melodia: “Perché questa lunga notte, non sia nera più del nero fatti grande dolce luna e riempi il cielo intero e perché quel suo sorriso possa ritornare ancora, splendi sole domattina come non hai fatto ancora”.

Riccardo Cocciante ha anche proposto canzoni dalla colorazione positiva come ad esempio la gioiosa “Io Canto” oppure l’ottimistica “Cervo a Primavera”, ma il meglio di sé lo ha sempre dato nei brani maggiormente intimisti come l’amara “A Mano A Mano”, resoconto di un amore finito: “A mano a mano si scioglie nel pianto quel dolce ricordo sbiadito dal tempo, di quando vivevi con me in una stanza, non c’erano soldi ma tanta speranza”. Questo brano venne inciso anche da Rino Gaetano che, con Cocciante ed il New Perigeo, aveva intrapreso una tournèe.

Il suo duetto con la grande Mina in “Questione di Feeling” ha rappresentato uno dei tanti momenti di popolarità tra due artisti accomunati da grinta e passione: “…Aprendo l’anima così, lasciando uscire quello che, ognuno ha dentro, questione di feeling. Lasciando emergere in noi, spontaneamente quel che c’è, nascosto in fondo, questione di feeling”.
Quando nel 1991 si presenta al Festival di Sanremo, è il vincitore annunciato con un altro suo classico, “Se Stiamo Insieme”, brano che parla del bilancio negativo di una storia sentimentale. Un destino curioso accomuna Riccardo Cocciante a Lucio Battisti e riguarda i due parolieri che hanno segnato la carriera di entrambi. Infatti, quando il sodalizio storico tra Mogol e Battisti si concluse, il celebre paroliere iniziò una collaborazione con Cocciante mentre Lucio si affidò a Pasquale Panella.

Alcuni anni dopo, lo stesso Panella scriverà il libretto della versione italiana della celebre opera musicale Notre-Dame de Paris portata al successo, e che successo, da Cocciante. Quest’opera musicale, tratta dal romanzo di Victor Hugo, viene scritta da Luc Plamondon e musicata da Cocciante, ma inizialmente non era destinata alla rappresentazione teatrale. Per loro fortuna, il risultato finale fu tale da convincerli a proporla sottoforma di spettacolo e alla fine dell’estate del ’98 andò in scena a Parigi per la prima volta. Il consenso travolgente porta lo spettacolo in tutto il mondo, superando alcuni record come quello del musical di maggior successo al primo anno di rappresentazione. Ad oggi è stato visto da più di 15 milioni di spettatori, a Roma hanno dovuto addirittura costruire una struttura ad hoc, il Gran Teatro. In questa imponente opera, Riccardo Cocciante si avvale di ottimi professionisti come Lola Ponce nei panni di Esmeralda, Gio’ Di Tonno nelle vesti di Quasimodo e di un corpo di ballo e di acrobati di prim’ordine. Oltre a questo spettacolo, Cocciante ha messo in scena, per il mercato francese, Il Piccolo Principe, altra opera letteraria conosciuta ed amata dal pubblico.

Di recente, è stato giudice e coach nel talent-show “The Voice of Italy”, ma di lui si preferisce la versione di poeta musicale, come certificato da una delle sue prime canzoni, “Poesia”, per l’appunto: “Poesia, poesia sembra che non ci sia. Poi ritorni per caso a quand’eri bambina e tu, tu correvi cantando, sorridevi per niente e potevi volare. E tutto questo era poesia…”.

(Fabrizio Bordone)

 

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