Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, visita il cantiere del Ponte sul Teglia

PONTREMOLI- Ancora qualche settimana e il ponte sul torrente Teglia, in prossimità della frazione che da questo prende il nome, vedrà la luce. La notizia è stata data nel pomeriggio di venerdì 28 Luglio, quando il Presidente della Regione Enrico Rossi, accompagnato dal Sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini, da quello di Mulazzo Claudio Novoa, dall’Assessore Regionale Federica Fratoni e dal Consigliere Regionale Giacomo Bugliani, si è recato sul territorio duramente colpito dall’alluvione del 2011 per effettuare un sopralluogo nei cantieri ancora aperti e in quelli già terminati.
Un torrente il Teglia che ha anche funzione di confine naturale tra i Comuni di Pontremoli e Mulazzo, protagonista il 25 ottobre del 2011, dell’alluvione che sconvolse la Lunigiana. La furia delle acque trascinò via con sé la struttura che fungeva da collegamento tra le due realtà territoriali, comoda via di comunicazione che permetteva l’accesso alla strada principale che conduce all’entrata autostradale del Comune di Pontremoli. Dopo cinque anni e mezzo oggi il progetto si appresta a vedere la luce.
Il ponte, come tutti quelli ricostruiti dopo la calamità naturale è sospeso, privo di alcuna arcata, garantendo quindi maggiore sicurezza rispetto al futuro. Cinquanta metri di lunghezza, con annesso alle due corsie un passaggio pedonale, per un ammontare di 3 milioni di euro di costo. Erano cominciati nel settembre 2015 gli interventi, realizzati da un raggruppamento di imprese con capogruppo la “Traversone Spa” di Genova. Ad oggi sono in corso le operazioni di collaudo e, nelle prossime settimane, è previsto il taglio del nastro.

«Siamo contenti – ha spiegato il Presidente Enrico Rossi -. I tre ponti di Stadano, Castagnetoli e Mulazzo sono costati in totale circa 17milioni di euro. Di certo non poco, ma nemmeno una cifra così eccessiva. A causa del cambio della Legge sulla Protezione Civile nel 2012 dovemmo fare questi interventi con procedura ordinaria. Di solito ci vogliono più anni per concludere le opere quando non si fanno in regime di emergenza. Noi ci abbiamo messo cinque anni. Capisco che la popolazione abbia sofferto questa mancanza, ma noi abbiamo impiegato gli anni che la legge richiede. Per noi si tratta di un successo e i ritardi non sono dovuti alla nostra volontà. Volevano concludere nel 2014 queste opere, ma il Governo Monti cambiò le procedure. Abbiamo investito cento milioni l’anno in prevenzione e fatta una Legge regionale che impedisca di costruire sull’argine del fiume. Soprattutto dopo i fatti di Aulla».
«Siamo soddisfatti – ha poi commentato Claudio Novoa -, siamo al termine della ricostruzione per quello che riguarda i ponti. E in anticipo rispetto ai tempi previsti. Quest’autunno si tornerà alla normalità».

 

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