Spezia calcio: altro giro, altra corsa (di Marcello Delfino)

LA SPEZIA – Questo Spezia avrà tutti i difetti immaginabili ma non possiamo certo dire che ci faccia annoiare.

Allo stadio e sulla sdraio o sotto la generosa ombra di un albero in montagna.

Tutti gli anni si muove il brodo, come si dice, e si ricomincia da capo con nuovi propositi e diversi protagonisti.

Oddio, l’obiettivo principale, da un po di tempo a questa parte, sembra sempre lo stesso, quello di abbassare il costo della gestione soprattutto per quanto riguarda la voce “compensi”.

Sono le ambizioni che cambiano di volta in volta.

Per diversi anni l’aspirazione è stata quella di fare meglio dell’anno precedente, quest’anno la meta dichiarata da raggiungere è la salvezza. Il più presto possibile naturalmente.

Il mercato estivo è da troppo tempo finalizzato soprattutto a liberarci dei pezzi più pesanti, sotto il profilo finanziario, a costo anche, quasi sempre, di lasciarli andare gratis se non addirittura con qualche premio per chi se li è presi.

Da quest’anno sembra che non sarà più così. Bene. Era l’ora. Chi se ne vuole andare, se è ancora sotto contratto, porti l’acquirente con il portafoglio in mano.

Speriamo si chiuda definitivamente questa incombenza e che dal prossimo campionato si possa tranquillamente scegliere chi tenere e chi rimandare solo in base all’impegno ed alle qualità dimostrate sul campo.

Sembra inutile tentare di indovinare chi sarà spedito o chi sarà trattenuto.

Credo che sia soprattutto il carattere del patron, un po’ estroso ed incontentabile per natura, a determinare questi sommovimenti che non risparmiano nessuno.

Una certa continuità ormai è stata assicurata almeno alla dirigenza da quando persone serie e sobrie hanno preso in mano la situazione sostituendosi al “presidente ridens”, che alla fine, per molti, risultava meno simpatico di una visita urologica, magari effettuata da qualche suo consigliere esperto in materia, e che tanti danni ha fatto alla società.

Pensate all’allontanamento, preteso, di Miskovic, a tutto quello che poi Miskovic è stato capace di realizzare dove lo hanno lasciato lavorare e vi spiegherete come mai oggi si sono invertiti i valori: ieri era lo Spezia che utilizzava il Rijeka come squadra cui ricorrere in caso di necessità ed oggi è il contrario.

Comunque, mi ripeto ancora una volta, rimane un grande obiettivo: mantenere la categoria. Specialmente se ci si ripromette di farlo valorizzando i nostri giovani e quelli meritevoli che le società di serie A ci affideranno per la loro definitiva affermazione.

Le migliori soddisfazioni, quest’anno, le abbiamo proprio avute dalla crescita dei nostri ragazzi piuttosto che dallo svogliato raggiungimento di quei play off che sono poi finiti come dovevano finire.

Scrivo così perché sono comunque convinto che, nella sua imprevedibilità, il nostro patron rimane un personaggio di quelli a cui non piace perdere così come sono sicuro che nessuno degli sportivi si auguri di perdere lui.

Accontentiamoci di vedere ancora tante stagioni di serie B, incuriositi ma fiduciosi che la squadra, come spesso accade, ci riserverà parecchie novità oltre ai soliti argomenti di discussioni e polemiche, che sono poi l’anima della passione sportiva.

Intanto il ritorno di Roberto Chiappara nelle vesti di dirigente dà un ottimo segnale. Rappresenta la volontà di un modo diverso di stare in questo calcio corrotto e pressoché nelle mani di speculatori e faccendieri.

Si è voluto dare importanza all’affezione per la maglia e per la società.

Quando, fra i diversi tourbillons cui abbiamo assistito, sono capitati dirigenti mercenari che facevano gli spavaldi con i soldi degli altri, ho sempre sostenuto che non sarebbe accaduto se nel contesto dirigenziale si fosse garantita la presenza di persone legate alla squadra per motivi soprattutto affettivi, legate ad un ambiente e ad un pubblico che non dimentica chi dimostra serietà e ricambia con il proprio calore l’impegno profuso.

Grazie al ritorno del “sindaco” ed alla presenza degli altri “ex” nei quadri tecnici e dirigenziali, siamo più sereni e più tranquilli che si lavorerà tutti insieme per il bene della nostra maglia.

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