MDP La Spezia: “Il PD, facendo politica di destra, fa crescere la destra”

LA SPEZIA– In questa tornata elettorale amministrativa ha votato al primo turno il 60.07 % degli aventi diritto ed ai ballottaggi il 46 %. Più di un elettore su due non ha votato. Alla Spezia ha votato il 46,50 %
La minoranza della minoranza ha eletto sindaci di maggioranza, il 25,2 % degli aventi diritto al voto elegge il sindaco di Spezia.
Chi canta vittoria la può chiamare vittoria di Pirro, ma vittoria resta e chi esce sconfitto esce sconfitto due volte.

La sottovalutazione dell’astensionismo, teorizzato quale normale evoluzione delle democrazie occidentali, è il sintomo di una pericolosa incoscienza democratica che non riconosce il valore della partecipazione dei cittadini alle scelte degli orientamenti e delle persone che li governeranno.
Una destra riorganizzata e apparentemente coesa può essere battuta solo da una sinistra unita, seria e credibile.

Ma noi pensiamo che la stessa parola unità sia tuttavia un termine ambiguo e sfuggente se non poggia su una reale condivisione sull’urgenza di una svolta programmatica e culturale per nuove politiche sociali, economiche e strutturali. Per riforme in grado di invertire il segno oggi prevalente delle disuguaglianze, della stagnazione economica, della caduta di tutti gli investimenti, lasciando senza speranza di un futuro intere generazioni di giovani che capiscono bene invece che il loro avvenire sarà peggiore di quello che hanno conosciuto i loro nonni e i loro genitori.

Non ci sarà unità nel centro- sinistra senza accordo sul senso di una rottura con la politica che ha portato all’ulteriore e ripetuto disastro di queste ultime elezioni.

Art.1- MDP sta oggi elaborando, con una sinistra più ampia, un programma ed un progetto sociale e politico che vada nel senso indicato.

Il Pd, se ancora ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato di non essere né unito, né serio, né credibile, sia a livello locale che nazionale.

Le tendenze evidenziano chiaramente l’inadeguatezza del Partito Democratico che non perde solo alla Spezia dove peraltro un gruppo dirigente autoreferenziale è da tempo impegnato ad affossare il partito ed ora non trova neppure quel minimo di dignità che imporrebbe quanto meno di farsi da parte.

Renzi ed il “renzismo” non sono spendibili, quando si attuano politiche di destra si fa crescere la destra.

Anche localmente l’assenza di programmi sui quali ricercare e trovare le necessarie convergenze riduce la politica ad un appiattimento privo di contenuti che rende impraticabile qualsiasi recupero.

Noi, Art.1 – MDP, avevamo provato a proporre la scelta di un nome nuovo e condiviso che si avvalesse di un programma di forte discontinuità e cambiamento e che sapesse parlare ai cittadini critici e delusi dalla recente esperienza amministrativa.

Abbiamo trovato pressoché ovunque una pervicace rigidità a difesa del proprio candidato, scelto da pochi, senza confronti, privilegiando la propria bandiera da sventolare alla necessità di compiere una scelta capace di unire.

La sinistra si è così divisa senza prendere coscienza che la città chiedeva una svolta al PD in primo luogo ed alla sinistra tutta.
La destra vince con il 60% circa favorita altresì da una larghissima astensione.

E’ così risultato vano anche il nostro ulteriore sforzo finalizzato a ricomporre l’elettorato del centrosinistra per tentare di fermare la destra, che rimane il nostro avversario da battere, sforzo al quale non abbiamo voluto sottrarci dimostrando la serietà e la coerenza del nostro agire oltre alla capacità di assumere con senso di responsabilità decisioni difficili in momenti difficili
Per tutto questo cogliamo l’occasione dell’appuntamento del 1 luglio per provare a riprendere da Roma il filo del discorso dell’unità della sinistra senza veti e senza personalismi, consapevoli che è finito il tempo dei capi e deve tornare quello dei militanti.
Fra le nostre priorità inseriamo, oltre al lavoro e all’accoglienza, le questioni legate alla sanità ed alla scuola.
Battiamoci affinché gli 11milioni di cittadini che hanno rinunciato a curarsi, riprendano la prevenzione che comunque sarà sempre meno costosa della eventuale cura.
La scuola ritorni ad essere il fiore all’occhiello del nostro Paese, perché la scuola pubblica, con la condivisione delle organizzazioni sindacali, possa beneficiare delle cure previste dalla costituzione e non sia sacrificata alle esigenze della scuola privata.
A cominciare dal 1 luglio riempiamo di questi temi le lotte del grande campo della sinistra all’interno del quale non mancherà l’impegno di Art.1- MDP, promotore e portabandiera di una sinistra unita, pronta ad affrontare una nuova stagione fatta di conquiste per una nuova giustizia sociale.

ARTICOLO 1 – Movimento Democratici e Progressisti La Spezia

 

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