Tanto tuonò che piovve di Menippo di Gadara

Chi l’avrebbe detto che dopo oltre duemilatrecento anni di vita avrei dovuto vedere la destra salire trionfante le scale di Palazzo Civico ?
Eppure è accaduto ed era così scontato che il volpone De Luca, arguto felpato consigliere di centrodestra, questa volta non ha neppure ritenuto necessario fare la questua in chiesa, come è solito fare da anni, la domenica prima delle elezioni. Tranquilli, il cestino lo ha sempre restituito, e anche pieno. Questo segno era più illuminante di qualsiasi sondaggio. D’altronde si racconta che Licio Gelli radunò a Villa Wanda il gotha dei potenti del mondo allorché investì il giovane “Bomba” della missione di distruggere il Partito Democratico che, seppur con numeri incerti, con quel matto di Bersani rischiava davvero di cambiare l’Italia. Dopo una breve lezione di filosofia sullo schema del “cambiare tutto perché resti tutto com’è”, così nacque la “rottamazione”, pare che il Maestro abbia tranquillizzato il giovanotto rassicurandolo che non si cominciava certo da zero ma che c’erano regioni d’Italia dove questo lavoro era iniziato da tempo e con profitto. Si dice che fece dei nomi un po’ cifrati, quelli non si fidano neanche fra di loro, ma pare che per la Liguria, per esempio, facesse riferimento a qualche gerundio ma soprattutto ad una certa “Madame la Desgrace”, così la chiamava Licio con un francesismo un po’ raffazzonato ma che dava l’idea. E, infatti, senza colpo ferire, la Liguria si è consegnata in poco tempo, tutta, alla destra senza che Renzi abbia dovuto aggiungere niente della sua fatica, potendosi utilmente dedicare al resto d’Italia. La destra ha dunque salito trionfante le scale del Palazzo Civico cantando in coro “Lella ciao, Lella ciao, Lella ciao” schernendo le note della canzone partigiana. D’altronde questo ci attenderà. Il 25 aprile sarà festeggiato qualche giorno prima, verso il 21, che male c’è, per qualche giorno, così magari coinciderà con il Natale di Roma. Piazza Europa sarà la sede degli esercizi ginnici del sabato che il consigliere – assessore ? – Mannucci, noto maestro di ginnastiche, dirigerà. Dalla torretta del palazzo comunale, in perfetto orbace e fez, l’ex sindacalista Sindaco, d’altronde anche Mussolini era socialista, si godrà lo spettacolo. E le ronde verdi, non brizzolate come sognava il beato Italo Lorenzo, controlleranno l’arredo della città ripulendola dai poveri e dai “negri”. Questo voleva dire l’ex sindacalista Sindaco quando ha detto che per prima cosa metteranno mano ai rifiuti e alla pulizia della città. Ci sarà un ufficio, al primo piano del Palazzo Comunale, affidato alla consigliera di Fratelli d’Italia che riceverà le segnalazioni del numero verde, sempre più verde, in ordine agli avvistamenti dei “negri”. Pare che l’altro giorno una delle dame di carità della triste borghesia spezzina, ingioiellate e con qualche sbaffo di rossetto di troppo, abbia colto di sorpresa un giovane senegalese che aveva appena finito di fare un bisogno nel suo palazzo e non aveva fatto in tempo a ricomporsi, mostrandosi, e che sia subito scattata la telefonata di segnalazione, ahimé senza esito. Scioccata per tutto il giorno, la nobildonna, la sera, non riusciva a chiudere occhio, le pupille aperte luccicavano più della bigiotteria appoggiata sul comodino. Fu allora che il marito, comprensivo, pensò di approfittare del buio per risollevarle il morale pensando di farla un po’ giocare con il suo di gioiello, ma si sentì rispondere: “lo sai che ho smesso di fumare”.
Sarà vero, mah. Se ne sentono… Niente di nuovo sulla sorte dei followers del beato Italo Lorenzo. Il suo silenzio, oltre a quello di Chicco e di Angelo, ha lasciato nella confusione i fedeli che hanno persino rischiato di azzuffarsi prima del ballottaggio. Ma, per citare il vate, “ei fe’ silenzio ed arbitro s’assise in mezzo a lor. E sparve…”. “Votate per chi vi pare !” proclamò, ingigantendo così il mistero sulla sua discesa in campo. L’obiettivo è stato raggiunto o fallito ? Spero di avere qualche altro secolo di vita in attesa di saperlo, mentre alla Snai scommettono su nomine o designazioni, che magari garantiscano anche qualche immunità. Non si sa mai, può fare sempre comodo. Subito dopo l’esito del risultato la città è stata invasa da geometri col metro di legno nel taschino impegnati a fare il calcolo del cemento, qualcuno guardava da fuori il Liceo Classico e pensava all’Hotel Verdi. Anche il beato Italo Lorenzo passeggiava sul molo misurando con lo sguardo fin dove si potrebbe arrivare, in alto. Manfredini, come Russo al primo turno, nelle ultime ore aveva sentito che tirava un’altra aria. Anche a lui consiglio maggiore attenzione all’alimentazione. Dei mancati assessori del fu Pd c’è chi torna al banco e chi a quello di scuola non ci vuole proprio andare. Sembra abbiano deciso, i giovani arrampicatori, di ridare vita ad una gloriosa testata giornalistica presente sul nostro territorio nella prima repubblica, diretta da un giornalista meraviglioso, di quelli che scrivevano battendo compulsivamente sui tasti della gloriosa Olivetti Lettera 22 a tarda sera, rincorrendo i tempi della tipografia, con la sigaretta che finiva dopo poche tirate consumandosi da sola, con il filo di cenere sempre più lungo e sempre più incerto.  Parlo dell’indimenticabile Emilio Cerulli. Ah, la testata ? “Il Lavoro”.  Il titolo lo cambieranno. Di sicuro.

Menippo di Gadara

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